TRANI, ARCIDIOCESI DI

TRANI, ARCIDIOCESI di - Madonna con il Bambino, ai lati storie della vita di Maria S.ma. Particolare di un politico in avorio (scuola francese del sec. XIII) - Trani, Cattedrale.
TRANI, ARCIDIOCESI di - Madonna con il Bambino, ai lati storie della vita di Maria S.ma. Particolare di un politico in avorio (scuola francese del sec. XIII) - Trani, Cattedrale.

mare e dedicato a s. Nicola Pellegrino, il greco errante morto a T. proprio nell'anno dell'inizio dei lavori, e canonizzato quattro anni dopo sotto Urbano II. Per l'esistenza in situ della chiesa antica, cui si aggiunse la cripta nuova sotto il presbiterio attuale, il pavimento della Cattedrale si eleva di 5 metri sul piano stradale, vi si sale da due rampe di accesso. La chiesa romanica nella forma e nella struttura, è una delle più tipiche cattedrali pugliesi: facciata alta e snella volta ad occidente con duplici spaventi laterali; disposizione crociata dei vuoti nella massa compatta di pietra rossata (rosone e monofore centinate); linea semplice e armonica nella pianta a T con altissima nave trasversa e tre absidi con finestre ornate. La facciata inoltre viene come mossa da quel sensibile gioco di curve ch'è sulla zona inferiore e sull'ala esterna della navatella destra: gli otto archi della facciata, avanzi di un portico distrutto o in fieri come a Bitonto, Ruvo, ecc., coronano il portale maggiore riccamente ornato nell'archivoltà e negli stipiti e i battenti bronzesi fusi da Barisano da T., l'autore delle porte di Monreale e Ravello, nella seconda metà del sec. XIII, con arte in cui si avvertono influssi bizantini ed arabi, oltre che romanici (vedere, più che le formelle con figure simboliche ed ornati geometrici, quelle con le scene della Deposizione e di Barisano ai piedi del s. patrono). L'interno, a tre navate, ha restauri e deturpazioni, come le scempio dei capitelli, scalpellati, stuccati e decorati ad olio e vernice nel 1837. Integri i matronei, ornati di trifore come nel S. Nicola di Bari e nel duomo di Bitonto; ancora a posto nel presbiterio gli avanzi dell'antico pavimento con le scene di Salomone al tempio e David con la cetra. Di grande interesse la cripta di S. Nicola e l'episcopio che serba le reliquie di s. Leucio vescovo di Brindisi, traslate nella seconda metà del VII sec. in un loculo scavato apposta; il sepolcro gotico di Passapope Lambertini e un buon fresco raffigurante la Madonna col Battista e s. Antonio.

L'archivio conserva 734 pergamene, tra i più vescovi, documenti medievali della vita pugliese. A destra della facciata è il campanile, la più imponente forse di tutte le torri pugliesi, alta 65 m., poggiato da un lato sulla chiesa e per il resto su una robusta base alleggerita da due archi ogivi. La sua costruzione si deve a più artisti: i due primi piani con bifore romaniche appartengono a Nicolaus sacerdos et protomagister (metà del sec. XIII); il terzo e il quarto con trifore e quadrifore sono di un secolo dopo; il quinto con pentafore, archetti e cuspide terminale del 1353-65. Recentemente si temette per la sua stabilità.

Oltre al Duomo, T. ha altre chiese notevoli. Quella di S. Andrea, tra le più antiche chiese a cupola della regione, è a croce greca riabiscata con forti pilastri centrali che sorreggono la cupola emisferica. Allo stesso tipo, ma con tre cupole all'interno emisferiche e piramidali all'esterno, la maggiore su alto tamburo ornato di archetti, appartiene la chiesa di S. Francesco, fondata nel 1176 dall'abate Benincasa e dedicata alla SS.ma Trinità. Caratteristica la facciata monocuspidata e ornata di archetti, l'archivoltà del portale su due colonne pensili e i pilastri superstiti di un portico forse mai compiuto. Altro edificio romanico è la chiesetta di Ognissanti (sec. XII), eretta nel cortile dell'ospedale dei Templari e fino al 1312 proprietà di quest'Ordine. Ha doppio portico anteriore con capitelli su agili polisti e tre portali finemente ornati di sculture (il mediano serba due formelle con una Annunciazione), interno a tre navate con archi a doppia ghiera, in cui si conservano una Madonna veneto-orientale e una Vergine con santi di scuola veneziana del '500, e tre absidi graziose tutte in pietra locale come il resto della fabbrica.

Anche le città comprese nella diocesi, tra le più popolose della provincia, serbano notevoli monumenti. Dell'antica cattedrale di Corato (sec. XIII) non resta che il portale ogivale con il bassorilievo della lunetta raffigurante Gesù tra la Vergine e il Battista, e il campanile trecentesco mozzato da un fulmine. Molto più interessante è la gotica chiesetta di S. Domenico con crociera sorretta da costoloni sagomati e snelle colonne angolari.

Bibl.: Eubel, I., p. 491; II, p. 254; III, p. 316; IV, p. 342; V, p. 385; Ughelli, VII, coll. 885-917; Lanzoni, I, pp. 300-301 e passim; A. Prologo, I primi tempi della città di T. e l'org. probab. del nome della stessa, Giovinazzo 1883, pp. 68 seq.; 82 seq.; 91 seq. e passim; G. Beltrani, Brevi cenni di confutazione, all'arch. Sante Simone relativi al duomo di T., Trani 1892; id., Innanzi alle porte di Barisano nostro, 1907; F. Sarlo, Il duomo di T., 1897; id., La pavimentazione del duomo di T., 1900; id., Barisano da T. e le sue fusioni in bronzo, Firenze 1905; id., La chiesa di S. Maria in T., 1906; E. Gaspar, Kritische Untersuch. zu den älteren Papsturkunden für Apulien, in Quellen u. Forsch. aus ital. Arch. des R. Ist. Prussiano di Roma, 1904; F. Carabellese, La Puglia nel sec. XV, I, Bari 1908, pp. 41-47 e spec. parte 2; Documenti di Bari, Giovinazzo, T., pp. 1-104; id., L'Apulia e il suo Comune nell'alto medioevo, Bari 1924, pp. 33 seq., 39 seq., 74 seq., 90 seq., 211 seq., 249 seq. e passim; G. Gay, L'Italia merda, e l'impero biz., trad. it., Firenze 1917. Per le opere generali che trattano anche di T. cfr., tra l'altro: A. Ayena, Momm. dell'Ital. merd., Roma 1902, pp. 139-147; E. Bertaux, L'art dans l'Italie mérid., Parigi 1904, pp. 358, 361-66, 379, 381, 419, 472, 659 e passim; A. Vinaccia, I monument. mediev. in Terra di Bari, I, Bari 1915, pp. 101-102; II, pp. 41-47, 59-61, 71-73, 127-28 e passim; A. K. Porter, Compostela, Bari and romanesque architect., in Art Studies, 1 (1923), pp. 7-21; C. Angelillis, Le porte di bronzo bizant. nelle chiese d'Ital., Arezzo 1924, spec. pp. 24-25; P. Toesca, Stor. dell'arte ital., Torino 1927, pp. 382-84, 603 seq. e passim; R. Krautheimer, S. Nicola di Bari und die apulische Architektur des XII. Jahrh., in Wiener Jahrb. f. Kunstgesch., 9 (1934), pp. 5-42.

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