UNIVERSALISTI. - Setta protestante derivata dal congregazionalismo o brownismo.
I brownisti insegnavano che ciascuna chiesa locale è indipendente, donde il nome di «indipendenti» dato la lora ai congregazionalisti. Gli u. verso il 1750 si distaccarono dal congregazionalismo in Inghilterra, donde nel 1770 passarono in Am.rica. Solo nel 1870 adottarono un piano di organizzazione e un manuale amministrativo. Gli u. svolgono attività religiosa nel Giappone. Il loro numero, nel 1930, ascendeva negli Stati Uniti a 48.649 membri, divisi in 580 comunità; avevano 3 accademie, 3 collegi, 3 seminari teologici e una casa editrice a Boston: *Universität Publishing House*, con un settimanale: *The Universalist Leader*.
Gli u. hanno attinto dal congregazionalismo l’idea che ciascuna comunità o parrocchia è indipendente; dal- l’universitato hanno accettato la negazione del dogma della Trinità e della divinità di Gesù Cristo.
La loro caratteristica però è l’«universalismo»: tutti gli spiriti creati, uomini o demoni, saranno, alla fine, ricondotti all’unità, riuniti cioè nel regno di Dio. Non esistono reprobi in perpetuo. Tutte le creature di Dio hanno diritto alla sua misericordia; sarebbe ingiurioso per Dio supporre il contrario. L’universalismo pertanto nega il dogma della predestinazione, tanto nella concezione erronea di Lutero e di Calvino, quanto nella formulazione cattolica. L’origine ideologica dell’universalismo può risalire all’arminienismo, che fu respinto nel Sinodo di Dordrecht nel 1618. Arminio, però, e, dopo di lui, Amyraut non ammiserò che un universalismo teorico. Ciò che caratterizza l’universalismo propriamente detto è che il dualismo tra eletti e non eletti non è che temporaneo e passeggero, che tale dualismo è destinato a scomparire nella realizzazione progressiva e certa della universale salvezza. Ciascuna anima ha il suo valore personale, il suo inestimabile prezzo che l’universo intero non potrebbe compensare (Mt. 16, 26). Per queste ragioni, gli u. rientengono che l’educazione e la purificazione dell’umanità mediante la Grazia si abbia nella vita futura, in modo che quelli che sembrano oggi respinti saranno domani i primi e i primi gli ultimi. Pertanto l’inferno non è che una specie di purgatorio, da cui un giorno si potrà uscire per ottenere tra gli eletti un posto forse superiore a quello attribuito ai giusti e ai credenti della vita presente. Questa dottrina è estesa ai cristiani imperfetti, ai bambini morti senza Battesimo, ai pagani di qualsiasi stirpe, e applicata anche ai demoni. Questa erronea concezione (v. INFERNO) si è diffusa in numerose sette protestanti e piace alla maggior parte degli increduli. Tra i pensatori più noti, che hanno adottato l’universalismo, vanno citati Schleiermacher, M. Schweitzer a Zurigo e Scholten a Leida. I teologi protestanti più o meno razionalisti della fine del sec. XIX furono quasi tutti favorevoli a questa tesi, che ha perduto terreno nel neo-calvinismo del sec. XX.