UT QUEANT LAXIS RESONARE FIBRIS.
- Inno dei Vespri nell'Ufficio della festa di S. Giovanni Battista, scritto da Paolo Diacono, monaco benedettino del sec. VIII.
Ispiratosi al Vangelo di S. Luca, il poeta mette in rilievo i segni portentosi che precedettero la nascita del Precursore. La prima strofa ha un grande interesse storico-musicale perché le iniziali di ogni emischi, che si succedono nei sei suoni dell'escador, furono prese da Guido d'Arezzo per dare il nome alle note musicali del nuovo sistema di solmizazione.
BIBL.: G. G. Belli, Gli inni dei Breviario tradotti, Roma, 1856, pp. 266-69; L. Venturi, Gli inni della Chiesa tradotti, Firenze, 1880, p. 323; C. M. Dreves, C. Blume, Anal. hymn., vol. L, Lipsia, 1908, pp. 120-23; C. Albin, La poésie du Breviare, Lione, 1904, pp. 280-85; A. Mirra, Gli inni del Breviario romano, Napoli, 1947, pp. 214-16.