VAN DER WEYDEN, ROGER

VAN DER WEYDEN, ROGER. - Pittore, n. a Tournai nel 1400 ca. e m. a Bruxelles il 16 giugno 1464.

Ebbe varie denominazioni, da «Rogelet de la Pasture» nella città natale a «Ruggieri da Bruggia» in Italia. Considerato ufficialmente maestro nel 1432, tre anni dopo diveniva pittore della città di Bruxelles dove la sua bottega fu la più importante dei Paesi Bassi nel sec. XV. Tra i lavori di vario genere ivi compiuti emerse e suscitò per secoli ammirazione universale la decorazione della sala della Giustizia nel Palazzo di Città, distrutta, sembra, nel 1695.

Verso il 1445 egli iniziava l'imponente pala d'altare del Giudizio Universale nell'ospizio di Beaune presso Digione, con le immagini del committente Nicolas Rolin e della consorte, e nel 1449, in occasione del Giubileo, veniva in Italia soffermandosi a Ferrara, dove lavorò alla Corte di Lionello d'Este e influenzò sensibilmente i maestri di quella scuola con un trittico assai vantato da Ciriaco d'Ancona e di cui rimane probabilmente il centro, costituito dalla Deposizione, ora alla Galleria degli Uffizi. Il V. der W. non usava firmare e datare le sue opere, per cui non è sempre sicura l'identificazione di esse.

Fra le più importanti, nel campo della pittura sacra, si annoverano: le tre Deposizioni dell'Escuiale (Madrid), dell'Aja e degli Uffizi, il grande trittico dei Sacramenti (Anversa, la parte centrale è riprodotta al vol. VIII, col. 269) ricco di belle prospettive d'architettura ogivale, il trittico con la Natività e quello dei Brabant Braque e la Pietà (Museo del Louvre), il trittico con l'Adorazione dei Magi, l'Annunciazione e la Presentazione al Tempio, il S. Luca che dipinge la Vergine, nella Pinacoteca di Monaco, la Madonna detta dei Medici, nel Museo Städel di Francoforte.

Fra i suoi più eccellenti ritratti figurano quelli di Carlo il Temerario (Museo di Berlino), di Meliaduse d'Este, con il martelletto della Porta Santa fra le scarne dita (Museo Metropolitano di Nuova York), di Filippo de Croy (Museo di Anversa), e di Antonio grande Bastardo di Borgogna e di L. Froimont (Museo di Bruxelles).

Erede delle più alte qualità di Giovanni Van Eyck, il V. der W. raggiunse vertici espressivi nella raffigu-

(da A. Goffin, L'art religieux en Belgique. La peint. des origines à la fin du XVIIIe siècle, Bruxelles-Parigi 1881, tau. 88)

VAN DER WEYDEN, ROGER - S. Luca dipinge la Vergine. Monaco, Pinacoteca.

razione degli episodi patetici e lirici del Vangelo e seppe accoppiare un profondo spirito realistico, evidente nei ritratti, nelle figure di vita contemporanea e negli sfondi di paesaggio, a una tavolozza sontuosa e ad una squisita fattura. - Vedi tav. XCI.

BIBL.: G. B. Cavaleaselle e J. A. Crowe, Storia dell'antica pittura fiamminga. Firenze 1899, p. 243 seg.; P. Lafond, V. der W., Bruxelles 1912; M. J. Friedländer, R. V. d. W. und der Meister von Flémalle, Berlino 1924; A. Schmarsow, R. V. d. Kampine u. R. V. d. W., Lipsia 1928; J. Destrée, R. de la Posture (Van d. W.), 2 voll., Parigi-Bruxelles 1930; E. Renders, R. V. d. W., in Gaz. des Beaux Arts, luglio 1930, pp. 10-25; id., La solution du problème V. d. W.-Flémalle-Campin, 2 voll., Bruges 1931; M. J. Friedländer, Flémalle Meister-Dämmerung, in Pantheon, 1931, pp. 353-55; F. Winkler, s. V. in Thieme-Becker, XXXV, Lipsia 1942, pp. 468-76. Alberto Neppi
Cite this article

“VAN DER WEYDEN, ROGER.” Enciclopedia Cattolica, vol. XII (1954), p. 628. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/van-der-weyden-roger.