VICH, DIOCESI DI

VICH, DIOCESI di. - Città e diocesi in provincia di Barcellona nella Spagna.

Ha una superficie di 3367 kmq. con una popolazione di 250.246 ab., quasi tutti cattolici, distribuiti in 262 parrocchie, servite da 391 sacerdoti diocesani e da 66 regolari, ha un seminario conciliare, 19 comunità religiose maschili e 98 femminili (Ann. pont. 1953, p. 446). È suffragante di Tarragona.

V. è l'antica «Ausa» dei Romani e la sede vescovile fu chiamata Ausonensis fino al sec. XIII. Il primo vescovo noto è Cinidio, che partecipò nel 516 al Concilio di Tarragona; Aquilino (589-99) fu al III Concilio di Toledo, Guerico all'VIII (653); Visefro inviò un suo rappresentante al XIII (683). Sopraggiunse poi l'invasione saracena, e V. Ludovico il Pio, passando sotto l'arcidiocesi di Narbona. Nell'883 fu fatto vescovo di V. Godomaro. Tra il 915 e il 938 fu vescovo Jorge; tra il 960 e il 972 Attone; tra il 1018 e il 1046 Oliva abate di Ripoll; poi Pietro Retorta nel 1180. I vescovi, che avevano ottenuto già nell'età carolingia il titolo di principi, dovettero contendere a lungo con le pretese della famiglia Moncada; nel 1315 il vescovo Berenguer Laguardia cedette i diritti al re Giacomo I. Al Concilio di Trento intervenne il vescovo Acisclo Moya de Contreras.

I diritti di cattedrale furono a lungo contesi tra la chiesa di S. Pietro e quella di S. Maria Rotonda, dove il vescovo celebrava la prima messa di Natale, mentre in S. Pietro celebrava la terza. Rimasero acquisiti a S. Maria quando l'antica chiesa dell'886 venne ricostruita a cura del canonico Guglielmo Bonfili e consacrata nel 1180 dal vescovo Retorta. Il transetto fu aggiunto nel 1401 dal vescovo Diego De Heredia; la porta detta di S. Giovanni, nel 1585. Il tempio subì altre trasformazioni tra il 1633 e il 1680; venne demolito nel 1787 per la costruzione della nuova cattedrale, finita e riconsacrata il 15 sett. 1803. J. M. Sert la decorò con un ciclo di affreschi, una prima volta dal 1900 al 1915, una seconda volta dal 1926 al 1930; ma nel 1936 la cattedrale venne bruciata e devastata; tra il 1940 e il 1945 l'edificio venne restaurato e ingrandito con un deambulatorio e con annessi. L'interno, di m. 70 x 29, è diviso in tre navate da pilastri quadrati a nervature dorate; ha cappelle laterali; nel transetto si eleva la cupola a 35 m. di altezza. In una cappella a sinistra è il sarcofago in argento del vescovo Bernardo Calvo m. nel 1284, opera di Juan de Matons (1728). Notevole è il retablo dell'altar maggiore,

VICH, DIOCESI di - Retablo gotico in alabastro dell'altar Maggiore della Cattedrale, opera di Pedro Oller (1418-22) - Vich.

in alabastro, di Pedro Oller rappresentante nel centro la b. Vergine e s. Pietro, intorno i Misteri gaudiosi, episodi della Vita di s. Pietro e gli Apostoli. La cripta del sec. XI è a vòlte, sostenute da sei colonne (v. riproduzione al vol. IV, tav. 53).

J. M. Sert iniziò la nuova decorazione dell'intero della basilica col ciclo relativo alla Redenzione, gli Apostoli, i Martiri, le Beatitudini; l'opera, interrotta nel 1945 dalla sua morte, fu continuata da M. Massot. A sud della cattedrale è il chiostro del sec. XII con gallerie superiori del XIV; ivi è l'aula capitolare, già cappella dello Spirito Santo, con abside e cupola, opera di B. Ladernosa (sec. XIV); vi è inoltre la cappella di S. Maria de la Redonda con altare barocco del 1632; lungo le pareti vi sono: un'area romana a Diana, sarcofagi e il monumento al filosofo J. Balmes (v.), eretto nel 1865, con statua opera di J. Bover.

A nord della Cattedrale è la Biblioteca popolare Balmes. Nel Palazzo episcopale il vescovo B. José Morgades y Gili (1882-98) fondò il Museo archeologico, che contiene una ricca collezione di pitture e sculture, i pannelli del grande retablo delle Clarisse opera di L. Borrassà (1414), stoffe dal sec. X al XIII, paramenti sacri, tra i quali il piave del vescovo Bellera (1352-77), preziosi monoscritti e suppellettile liturgica. Ricco è l'Archivio diocesano: possiede 5 documenti papiracei, 105 codici peregrane, 12 cartacei, tutti di alto valore. Il Museo la piadino è nell'interno d'un tempio romano, trasformato nel sec. IX in castello. Nel suo territorio si trovano i monasteri di Monserrato (v.), di Ripoll (v.) e di S. Juan de las Abadesas; questo fu uno dei monasteri più insigniti della Spagna, fondato da l'anno 885 dal conte Vifrido el Velloso e da sua moglie Vinidilda. La chiesa, a croce latina, dedicata a S. Giovanni Battista, fu consacrata il 24 giugno 887 dal vescovo Godomaro (E. Junyent, El ne-crologio del monastero de San Juan de las Abadesas, in Am-lecta sacra Tarraconensis, 23 [1950], pp. 131-91); il chio-stro è romanico. Il Seminario fu istituito dal vescovo Gaspare Gil (1635-38). V. fu sede universitaria e ottenne privilegi nel 1595 da Filippo II e nel 1702 da Filippo V. BIELLA, DIOCESI DI. nacquero Michele de los Santos, detto Miguel Argemir Trinitario (1591-1625), e la beata Gioacchina Vedruna (v.); in V. è il sepolcro di s. CLARETIANI (v.), canonizzato nel 1952 (AAS, 42 [1950], pp. 268-269, 314-16; 44 [1952], p. 345 sgg.).

Bibl.: J. L. De Moncada, Episcopologia de la Iglesia de V., 3 voll., Vich 1891-1904; J. Gudiol, Els Trecentistes Catalans, 2 voll., Barcelona 1924; J. Rius Serra, El bisbat de V. en el seguè XIII, in Anal. Sacra Tarraconensis, 1 (1925), pp. 397-411; J. Winck, Documenta selecta, Barcelona 1936; Eubel, I, pp. 325-26; II, p. 293; III, p. 353; IV, p. 367; V, p. 413; Enc. Eur. Am., s. v., LXVIII (1929), pp. 650-58. Enrico Josi