VITO, MODESTO E CRESCENZA, SANTI, MARTIRI

VITO, MODESTO e CRESCENZA, santi, martiri. - Commemorati nel Martirologio geronimiano il 15 giugno, pare siano vittime della persecuzione diocleziana; V. figura già nel Sacramentario gelasiano antico, mentre M. e C. gli furono aggiunti nel Messale romano (Milano 1474).

Le varie recensioni della Passio (BHL, 8711-12; V. Sicilia; 8713-14; V. Lucania; 8715-16 [traslazione: 8717-23] non meritano fede; invece è da prendere in considerazione la prima indicazione topografica del Geronimiano e in Lucania, che deve provenire da un calendario locale. Sin dal sec. v chiese e monasteri furono dedicati a S. V. Roma, Sicilia e Sardegna, e il suo culto ebbe straordinario sviluppo nel medioevo, in specie tra i Tedeschi e gli Slavi, soprattutto per la sua virtù taumaturgica contro la malattia nervosa, detta e ballo di S. V., e contro l'idrofobia. Per questa ragione AUSILIATORI, SANTI (v.). Le reliquie di S. V. furono trasportate dapprima al monastero parigino di St-Denis (2° metà sec. VII) poi in quello di Corvey in Sassonia (836); il capo di S. V. da Pavia fu fatto portare a Praga nel 1355 dall'imperatore Carlo IV. S. V. è rappresentato immerso nella caldaia rovente, in cui sarebbe stato suppliziato, o tenendone una minuscola in mano con un cane al guinzaglio.

Bibl.: Acta SS. Iunii, II, Venezia 1742, pp. 1013-42; Lanzoni, pp. 320-22; Martyr. Hieronymianum, p. 320; Martyr. Romanum, p. 238; P. Bruylants, Les oraisons du missel romain, I, Lovanio 1952, p. 107; K. Künstle, Ikonographie der christl.

Kunst. II, Friburgo in Br. 1926, pp. 583-88; J. Braun, Tracht u. Attribute der Hl. in der deutsch. Kunst, Stoccarda 1943, coll. 28-38.