Enciclopedia Cattolica vol. XII, 1954 Missionologia Missionari e missionologi

VIVES, JUAN BAUTISTA

English Cita

VIVES, JUAN BAUTISTA. - N. il 3 maggio 1545 a Valencia (Aragona), m. il 22 febbr. 1632 a Roma, appartenente alla famiglia dell'umanista Juan Luis Vives (v.).

Nel 1588, già dottore «utriusque iuris», venne a Roma, dove Sisto V lo nominò nel 1589 Cameriere segreto partecipante e scrittore delle Lettere apostoliche; ma solo il 14 marzo 1609 divenne sacerdote. Clemente VIII nel 1604 lo nominò Protonotario apostolico e referendario delle Segnature di grazia e giustizia, Gregorio XV, appena fondata la Congregazione di Propaganda, lo nominò Prelato della medesima Congregazione. Anche il Re di Spagna gli conferì varie onorificenze. Filippo III lo nominò agente dell'Inquisizione di Spagna a Roma. Il re Alvaro II del Congo dopo la morte del primo ambasciatore Antonio Nigrita (1608) gli affidò l'ambasciata presso la Curia romana.

VIVES, JUAN BAUTISTA - Busto attribuito a scuola del Bernini, Roma, Palazzo di Propaganda Fide.
VIVES, JUAN BAUTISTA - Busto attribuito a scuola del Bernini, Roma, Palazzo di Propaganda Fide.(da Alma Mater, Collegium urbanum de Propaganda Fide, III centenario della Fondazione 1867-1887)

Dopo la sua ordinazione a suddiacono (1591) V. nel suo domicilio a Piazza del Popolo aprì una scuola per neofiti, trasformandola poi, con l'aiuto di s. Giovanni Leonardi, in una Congregazione religiosa di Chierici Regolari Missionari (1606-10); ma fallì anche questo secondo tentativo. Offrì poi al generale dei Teatini Vincenzo Filiberti (1621-27), probabilmente negli anni 1624-26, il Palazzo Ferratini da lui comprato sino dal 13 dic. 1613 con un certo numero di rendite fisse, per erigervi, sotto la direzione dei Teatini, un Collegio per « Chierici secolari oltramontani » che si preparassero ad propagandam fidem catholicam, cioè all'opera missionaria (Arch. Gen. dei Teatini, cass. 47, Propaganda f. 13). Andato a monte anche questo progetto, V. donò lo stesso Palazzo Ferratini con reddite sufficienti per 12 alunni a Urbano VIII e ai suoi successori, con l'obbligo di erigervi un Collegio per sacerdoti secolari del mondo intero o per chierici negli Ordini sacri, da promuoversi al più tardi dopo un anno al sacerdozio, e prepararsi « pro propaganda in universum mundum catholica Fide » (v. COLLEGI ECCLESIASTICI, XXXI). La Congregazione di Propaganda incaricò il 14 luglio 1626 V. di elaborare il regolamento e gli statuti del Collegio. Urbano VIII accettò il dono e le condizioni contenute nell'atto di donazione di V., e il 1° ag. 1627 con la bolla Immortalis Dei Filius eresse, sotto il patronato dei ss. apostoli Pietro e Paolo, il « Collegium Pontificium », dandogli il proprio nome « Urbanianum » per sacerdoti secolari di tutto il mondo.

Vedendo V. che il Collegio di sacerdoti secolari non bastava al suo scopo, propose a Propaganda l'erezione di uno studio di lingue per missionari religiosi nella parte del convento cappuccino di S. Bonaventura, da affidarsi ai Premostratesi. Ma la Congregazione nella seduta del 12 dic. 1628 non accettò la proposta, avendo il Papa già disposto dell'edificio per altro scopo. Più che ottantenne e confinato nella stanza del Rettore del Collegio Urbano, V. continuò a pensare alla propagazione della fede. Anzi nel giugno del 1645 aveva proposta alla Congregazione l'erezione, accanto alla Congregazione de Propaganda Fide, di una simile « pro tuenda Fide », integrata da 24 teologi, impegno già praticamente assolto dalla S. Congregazione del S. Ufficio. Per interessare tutto il mondo cattolico ad aiutare finanziariamente le missioni, propose nel febbv. 1628 che una tassa del 10% sopra tutti i legati, mandati e pie donazioni fosse destinata alla S. Congregazione de Propaganda Fide per soccorrere le missioni. Motivò questa tassa con il precetto missionario di Gesù rivolto a tutti i membri della Chiesa.

Bibliografia3 opere
BIBL.: A. Castellucci, Mons. G. B. V. fond. del Pont. Coll. Urbano di Prop. Fide, in Alma Mater, II, Roma 1920, pp. 18-14; J. de Unzala, omaggio centenario. I. Il Prelato Romano mons. G. B. V., II. L'anima apostolica di monsignor V., III. La singolare Fondaz. di mons. V., in Agencia Fides, 1946, pp. 66-68, 71-73, 75-77; C. de Rosa, I Teatini e le origini del Coll. Urbano di Prop. Fide, in Regnum Dei, 4 (1948), pp. 277-304.

Nicola Kowalsky

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Di Nicola Kowalsky

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. XII (1954), coll. 1566–1568.

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vol. 12, coll. 1567–1568

Altre voci di Nicola Kowalsky: VISTARINI, GIOVANNI BATTISTA · WHITEHORSE, VICARIATO APOSTOLICO DI · XIMENEZ, FRANCISCO · VENDVILLE, JEAN · ZUMÁRRAGA (CUMARRAGA), JUAN

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Kowalsky, Nicola. “Vives, juan bautista.” In Enciclopedia Cattolica, vol. XII, coll. 1566–1568. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1954. https://azioneromana.com/it/article/vives-juan-bautista.

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Kowalsky, Nicola. “Vives, juan bautista.” Enciclopedia Cattolica, vol. XII, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1954, coll. 1566–1568. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/vives-juan-bautista.

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