VOLUBILIS. - Città romana nell'interno della
Mauretania Tingitana, l'attuale Marocco.
Fu residenza del re Giuba e dei governatori romani.
Il cristianesimo è attestato da un gruppo d'iscrizioni sacri
polcrali il cui formulario è simile a quello di Altava, oggi
Lamoricière in Algeria. Esse cioè cominciano col X
col X o direttamente con « memoria » (Iulii Materni,
Iulii Principii), seguito dall'indicazione di coloro (fili,
fili et mater, o parentes et nepotes), i quali fecerunt domum
aeternalem; segue la durata della vita e poi la forma
« discessit in pace » e la data, che è anno provinciae (DLX,
ciò 599; o DLXVI, cioè 605; o DCXVI, cioè 655 d. C.,
di cui si hanno altri due esempi).
Un Giulio fu « vice pr(a)epositus »; una Giulia Roga-
tiva fu « de Altava cooptativa », cioè originaria di Altava,
ma cooptata da V. J. Carcopino, La fin du Maroc ro-
main, in Mél. d'arch. et d'hist., 58 [1940], pp. 349-448; id.,
Le Maroc antique, Parigi 1943, pp. 231-304). Queste
iscrizioni rappresentano le più tarde iscrizioni cristiane
dell'Africa romana, invasa dagli Arabi fin dal 647. Nel
quartiere romano del III sec. si rinvenne nel 1937 una
rozza statuetta in avorio del Buon Pastore (R. Thouvenot,
in Bull. de la Soc. de géogr. et d'archéol. d'Oran, 60 [1939],
p. 80 e tav. 16, 2). Fin dal 1891 si era scoperto un brucia-
profumi cristiano (Comptes-rendus de l'Acad. des Inscr.,
1891, pp. 273-74).