WERNZ, FRANZ XAVER

WERNZ, Franz Xaver. - Canonista, 25° generale della Compagnia di Gesù, n. a Rottweil (Württemberg) il 4 dic. 1842, m. a Roma il 19 ag. 1914.

Entrato nell'Ordine nel 1857, fu per 31 anni professore di diritto canonico a Ditton-Hall e St. Buenos (1875-1882), poi a Roma, all'Università gregoriana (1882-1906), dove fu anche rettore dal 1904 al 1906, quando fu eletto generale della Compagnia (8 sett.). Altamente stimato per la sua chiarezza, profondità, prudente moderazione e inconcussa giustizia, fu dal 1886 consultore delle SS. Congregazioni Romane del Concilio, del S. Uffizio, degli Affari ecclesiastici Straordinari, e più tardi membro della Commissione per la codificazione del Diritto Canonico. Più ampia fama, durevole ancora, gli procacciò l'opera, divenuta classica, fus deretallium (6 voll., Roma 1898-1914; ora adattata al CIC dal pp. P. Vidal e F. Aguirre fus canonicum, 7 voll., Roma 1928-37): per la divisione ordinata, la trattazione copiosa ed erudita, la ricchezza di varietà e notizie tolte dalla storia dei canoni, dalla filosofia del diritto e dalle scienze affini, molti dei suoi suggerimenti e delle sue formulazioni rivivono nel CIC.

Come generale, promosse la vita spirituale e interiore della Compagnia e le varie sue attività esteriori di studio nuove cattedre e nuove norme alla Università Gregoriana, assidua premura per l'Istituto biblico, creato da Pio X, perché corrispondesse al suo alto fine, nuovi periodici di alta divulgazione, efficace protezione dei Monumena historica Soc. Jesu) e dell'apostolato (esercizi spirituali, congregazioni mariane e sodalizio della Buona Morte). Al modernismo si oppose con forte e costante tenacia per tenerlo lontano dai suoi, premunendoli contro ogni leggerezza di animo e la sequela delle novità temerarie. Sua specialmente fu la nuova missione del Giappone, da lui considerata quasi erede legittima dell'antica. fecondata dal sangue di tanti martiri. Né gli mancarono tribolazioni e angosce, perché vide la Compagnia perseguitata in Francia, Spagna e Portogallo, e se stesso e i suoi presi di mira da avversari e falsi fratelli, quasi facchi e poco docili all'autorità della Chiesa nella questione del modernismo.

Bibl.: P. Tacchi Venturi, Il molto rev. B. F. W., in Civ. Catt., 1914, III, pp. 605-11; F. Ehrle, Fr. X. W., in Stimmen der Zeit, 9 (1915), pp. 340-54; E. Pla y Daniel, El Rmo P. Francisco Xavier W., Barcellona 1915; E. Rosa, I Gesuiti, 2a ed., Roma 1930, pp. 564-75; G. Osterle, In piam Francisci W. Soc. Jesu memoriam, 1842-1942, in Gregorium, 24 (1943), pp. 9-22. Celestino Testore