WERNER, ZACHARIAS. - Drammaturgo e oratore, n. a Königsberg il 18 nov. 1768, m. a Vienna il 17 genn. 1823.
Tre volte divorziato nel giro di pochi anni, sentì l'esigenza di un'attività religiosa e si iscrisse a una loggia massonica per cooperare a una rigenerazione religiosa e morale dell'umanità.
La serie dei suoi drammi: Die Söhne des Thales (1800-1806), Das Kreuz an der Ostsee (1806), Luther, oder die Weihe der Kraft (1807), Attila, König der Hünnen (1808), Wanda, die Königin der Sarmaten (1810), Der vierundzwanzigste Februar (1809), contiene il passaggio da un ideale utopistico-massonico a un mondo erotico-mistico, per terminare in un tetro fatalismo. A Jena e a Weimar fu in contatto con Goethe; in Svizzera con la signora de Staël; su consiglio di questa viaggiò a Roma (1809), ove entrò il 19 apr. 1810 nella Chiesa cattolica, ed il suo misticismo fantastico si trasformò in calma e convinta accettazione del dogma cattolico. Tornato in Germania fu ordinato sacerdote dall'arciv. di Magonza, K. Th. V. Dalberg (1814), e da allora il suo centro
d'azione fu Vienna, dove fu notissimo come predicatore; quivi divenne discepolo di s. Clemente Hofbauer.
Le sue opere drammatiche furono pubblicate da lui stesso nell'edizione: Theater von Z. W. (6 voll., 2ª ed. Vienna 1881). Altre opere, compresa una scelta delle sue prediche in: Z. W. Sämtliche Werke, aus seinem schriftlichen Nachlass herausgegeben von seinen Freunden (13 voll., Grimma 1840).