WELLS, Herbert GEORGE. - Scrittore sociale e narratore inglese, n. il 21 sett. 1866, m. il 13 ag. 1946, discepolo di T. H. Huxley, fu per tutta la vita modernista e apostolo del progresso scientifico.
Il messaggio pseudoprofetico che si può ricavare da tutta la sua vasta opera è che Dio è un dio automatico e incompiuto che ha bisogno della cooperazione dell'uomo per sopraffare le diverse forme del male e attuarsi in pieno. Alcuni suoi libri, quali The timemachine (1895), The war of the worlds (1898), The invisible man (1897) divennero popolari come visioni fantastiche dell'avvenire della scienza e si leggono come romanzi d'avventura; altri prospettano e divulgano questioni sociali, ma sol
tanto pochi posseggono qualità narrative e anche questi non s'impongono per eccellenza di stile, poiché W. non aveva il talento innato d'un Dickens né la vivacità e l'arguzia del suo amico G. B. Shaw. Tra le sue opere più riuscite è Tono Bungay (1909) ove si caratterizza felicemente la classe dei nuovi ricchi inglesi alla fine del XIX sec. La visione che egli dà della storia mondiale in opere destinate a un vasto pubblico di lettori, come Short history of the world (1922), venne aspramente criticata dal Belloc. W. è stato spesso presentato come un campione del positivismo ottimistico, ma il tono dei suoi ultimi scritti si incupisce spesso nel pessimismo.