WHITMAN, WALT. — Poeta americano, n. a Huntington (Long Island) il 31 maggio 1819, m. a Camden (New Jersey) il 26 marzo 1892. Abbandonò gli studi regolari a dodici anni, poi fu un autodidatta.
Esercitò intermittentemente il mestiere di falegname che era quello di suo padre, insegnò come maestro elementare e con maggiore costanza fu tipografo e giornalista. Ancorò ed egocentrico per temperamento, abbracciò tuttavia con entusiasmo la causa democratica e servì nella Guerra di Secessione come infermiere negli ospedali di Washington, assistendo i feriti delle due parti. Alcune sue poesie occasionate dalla guerra e contenute in Drum Taps (1865) sono fra gli esempi più felici della poesia patriottica americana; anche Wilson e il suo martirio vennero esaltati in versi efficaci dal poeta. Nel 1871 pubblicò la sua maggiore opera in prosa, Democratic Vistas, in cui vengono vivacemente asseriti i suoi principi di democratico individualista e indipendente. Ma la sua opera maggiore è costituita dai versi contenuti in Leaves of Grass (1a ed., 1855; ultima, con molte nuove poesie, 1890-91). Nell'anno della sua morte apparve il volume completo delle sue prose.
Non è facile dare un giudizio sereno sulla poesia di W., accolta in principio con molte riserve e poi man mano sempre più celebrata dai critici. W. è senza dubbio, prescindendo dalla indiscutibile originalità di una parte della sua opera, una delle figure più rappresentative della letteratura americana o piuttosto di uno dei suoi aspetti preminenti, il mito della democrazia indiscriminata e dell'ottimismo a oltranza. I suoi versi straripanti nella loro esultanza e ribelli a ogni freno risentono l'esuberanza e l'improvvisazione dell'autodidatta e il genio indisciplinato, e tuttavia per certi lati o accenti profetici, di cadenza predicazione profana e per certi motivi ricorrenti, quali il mare, la notte, la meditazione della morte, l'esaltazione panica della natura, furono ammirati dai decadenti europei, soprattutto da Swinburne che ebbe
per lui un'ammirazione incondizionata, e, malgrado la sua formazione accademica e le sue raffinate esigenze formali, ravvisò in lui uno spirito affine. W. è stato visto da alcuni come un fenomeno d'energia creativa, un Omero americano, da altri come il prodotto d'una cultura già pienamente maturata, altri lo han sospettato di mistificazione. Fu certamente una figura complessa e a volte anche torbida e la sua predicazione accesa ma alquanto caotica non va certo presa alla lettera come ancora oggi si fa da parte di alcuni adepti che vedono in lui piuttosto il profeta sociale che il poeta. La sua stessa poesia, sorprendente a volte per il vigore, la freschezza e l'arditezza delle immagini e che ha fatto scuola non solo ai poeti ma anche ai prossori successivi, con i suoi stessi caratteri strutturali, che spesso son quelli di una veemente prosa ritmata, va accolta, per la sua caotica esuberanza, con largo beneficio d'inventario.