Studiò a Lipsia dal 1479. Da Martino Polich, suo maestro, tornista convinto, apprese l'amore alla filosofia. Con il favore del duca Giorgio il Barbuto ottenne di essere nominato rettore (1494) e poi decano (1495) della Facoltà filosofica di quella città e più tardi vice-cancelliere del- l'Università. Nel frattempo, entrato nello stato ecclesiastico, s'era dedicato anche alla teologia, ottenendone la licenza nel 1502. Dal 1500 entrò in discussione col Polich sui rapporti tra poesia e teologia, della quale difende la supremazia sulla prima. Nel 1503 il card. legato Raimondo Peraudì gli concesse il titolo di dottore in teologia a Lipsia. A sua volta, poche settimane più tardi, a Wittenberg, Polich ebbe pure il dottorato da Staupitz: si creò così una rivalità fra le due Università che doveva trascinarsi a lungo. W. nel 1505 fu chiamato dall'elettore Gioacchino di Brandeburgo a fondare e a reggere l'Università di Francoforte sull'Odor. Tra i suoi alunni ebbe nel 1518 il predicatore Giovanni Tetzel insieme col quale poi ebbe parte nella lotta contro la Riforma. Nel 1518 pubblicò un De divae Annae triumbo et trium filiarum eius asseveratione libri tres, per difendere la leggenda delle tre Marie figlie di s. Anna contro Giovanni Wildenauer.
Quando Lutero il 31 ott. 1517 affisse alla porta della chiesa di Wittenberg le sue 95 testi, Tetzel particolarmente preso di mira ricorse al suo maestro per la confutazione che espone brillantemente all'Università di Francoforte sull'Odor. La conferenza fu stampata e diffusa in molti esemplari, ottocento dei quali furono bruciati dagli studenti dell'Università di Wittenberg, entusiasti di Lutero. Questi aveva già riconosciuto il vero autore in W. e anche la critica è unanime in questa attribuzione.
La sua opera principale fu: Sectarium, errorum, hallucinationum et schismatum... anacephaleseos (= la Riforma) librorum partes tres (Francoforte s. Oder 1528). Nel 1529 collaborò alla composizione dell'Istituzione cristiana contro la Confessione di M. Lutero, risposta cattolica ai 17 articoli di Schwabach. La confutazione della Confessione di Augusta (1530) richiese pure il suo concorso. W. resta un testimone prezioso della prima reazione cattolica alla riforma protestante.