WIMPFELING, JAKOB. - Umanista e teologo alsaziano, n. a Schlettstadt il 25 giugno 1450, ivi m. il 15 nov. 1528. Frequentò in patria la scuola dei Fratelli della Vita Comune. Dopo la prematura morte di suo padre, sellaio, W. cominciò i suoi studi alla Facoltà delle arti di Friburgo in Br. (1464).
Compì gli studi teologici a Erfurt (1468) e Heidelberg (1470). Mentre era predicatore del duomo a Spira (1483-1496) si preparò a maggiori compiti scientifici. Geiler (v.) e Christoph von Utenheim nella solitudine monastica una vita ritirata, dedita solo allo studio e alla contemplazione; ma vi rinunziò per insegnare retorica a Heidelberg (1498-1500). Controversie con Murner (1502) e con J. Locher (1506), come la sua lotta contro gli abusi ecclesiastici, non gli consentirono un lavoro tranquillo. Dopo saltuari soggiorni a Friburgo in Br. e Heidelberg, si stabilì nel 1511 a Strasburgo, ove diresse un'associazione umanistica. Nel 1515 ritornò a Schlettstadt. Il suo tramonto fu rattristato dalla malattia, dai disordini della «Riforma» e dalla guerra dei contadini.
W. fu un seguace della «Devotio moderna» (v.), da cui attinse il suo nominalismo moderato, filoumanistico. La sua versatilità e le sue diuturne controversie gli impedirono un'attività organica. Compiti pedagogici furono al centro del suo lavoro. Compose poesie umanistiche d'occasione, in cui espresse la sua devozione a Maria e la sua fedeltà all'Imperatore, un manuale didattico in versi (1477), discorsi accademici in cui esige la costanza e l'armonia come fondamenti dell'educazione (1478), la commedia Stylpho (1480) in cui è smascherato un ciarlatano pseudo-scienziato. I suoi capolavori sono Agatharchia (1498), trattato per i principi sul retto governo, e Germania (1501), ove sviluppa il piano completo per una scuola superiore a Strasburgo. Buon contributo agli studi storici è il suo Epitoma rerum Germanicarum (1501). Il suo programma di riforma religiosa si muove nel binario delle idee che i grandi concili non erano riusciti a imporre universalmente.