ZANOIA, GIUSEPPE

ZANOIA, Giuseppe. - Sacerdote, architetto, poeta, n. a Genova l'11 genn. 1752, m. a Omegna (Novara) il 18 ott. 1817.

Compiuti gli studi ecclesiastici, attese all'architettura progettando altari e cappelle per le chiese di Omegna, Catagno, la casa Borromeo all'Isola Bella, S. Ambrogio di Milano, e fu al centro della vita artistica milanese come segretario dell'Accademia di Brera (Discorsi, Milano 1811) e architetto del Duomo. Una certa efficacia ebbe la sua oratoria: predicò alla presenza dell'arciduca e della corte nel 1793, 1794, 1800, e pronunciò a Milano l'orazione funebre in morte dell'imperatrice Maia Teresa.

Come poeta (Sermoni, 2a ed., Milano 1823) scrisse quattro satire alla maniera oraziana: stilisticamente pariniano al punto che il sermone Sulle pie disposizioni testamentarie fu dal Reina pubblicato tra le opere del Parini. Nelle commedie (Il ravvedimento, I matrimoni ragionevoli, La capricciosa pentita, Rosalinda) su schemi goldoniani perseguiti intenti moralistici.

BIBL.: T. Vallauri, Stor. della poesia in Piemonte, II, Torino 1841, pp. 203 e 476; G. B. Finazzi, Notiz. biogr. raccolte ad illustraz. della Bibl. Novarese, Novara 1890, p. 145; R. Barbieri Baroni, I Sermoni di G. Z., in Giorn. stor. della lett. ital., 8 (1925), pp. 308-29; G. Mazzoni, L'Ottocento, 2a ed., Milano 1934, pp. 71-72; P. Arrigoni, s. V. in Thieme-Becker, XXXVI, p. 409 sq.