ZURIGO, TRATTATI DI

ZURIGO, TRATTATI DI. - L'11 luglio 1859, abboccandosi a Villafranca, Napoleone III e Francesco Giuseppe si accordavano sulla cessazione della guerra che aveva opposto Franco-sardi e Austriaci sulle pianure di Lombardia.

La sera stessa il principe Gerolamo Napoleone recava in Verona all'Imperatore d'Austria il testo dei preliminari di pace quale era stato concordato nel colloquio del mattino e Francesco Giuseppe, apportatevi alcune modificazioni - poi approvate anche dal Sovrano francese - lo sottoscrisse. Il documento sanciva la cessione della Lombardia a Napoleone III perché venisse trasmessa a Vittorio Emanuele II; la restaurazione del duca di Modena e del granduca di Toscana, autorizzando così tacitamente Francesco Giuseppe l'annessione di Parma alla Sardegna; la creazione di una Confederazione italiana, da porsi sotto la presidenza onoraria del Pontefice, nonché la promulgazione di una piena ed intera amnistia a favore di quanti si fossero compromessi politicamente nel Veneto e nell'Italia centrale. Per tradurre in uno strumento definitivo i preliminari di Villafranca venne scelta come sede di una conferenza per la pace la città di Z. e quivi le trattative si trascinarono dall'ag. al nov. 1859. Rappresentavano l'Austria il conte di Colloredo e il barone di Mayenburg; la Francia, il barone di Bourqueney e il marchese di Banneville; la Sardegna, il cavalier Luigi Desmabrosi e il barone Alessandro Jocetau. Mentre duravano i negoziati, gravi avvenimenti si verificavano nei Ducati dove il Farini in Emilia e il Ricasoli in Toscana assumevano la dittatura, essendo evidente per chiari segni che gli agitatori liberali non avrebbero tollerato il ritorno degli antichi sovrani.

Dal canto suo Vittorio Emanuele si opponeva all'inclusione del Veneto austriaco nella progettata Confederazione italiana e minacciava di abdicare (21 ott.) se non si addivenisse all'annessione pura e semplice della Toscana e delle Legazioni al Regno di Sardegna. Con altrettanta preoccupazione la conferenza veniva seguita a Roma, dove Pio IX ribadiva (26 sett.), con l'allocuzione Maxima animi nostri, l'allocuzione Ad gravissimum del 20 giugno, comminante le più gravi censure ecclesiastiche e quanti ossero attentare al dominio temporale dei Pontefici. A sua volta, l'Inghilterra favoriva l'indipendenza dello Stato sardo per avere nel Mediterraneo una potenza amica sufficientemente forte al fine di contrastarvi il predominio francese.

In questa situazione, il congresso di Z. si chiuse il 21 nov. con la contemporanea firma di tre distinti trattati fra la Sardegna e l'Austria, fra l'Austria e la Francia e fra i tre Stati assieme, i quali lasciavano del tutto impregiudicato l'assetto definitivo dell'Italia centrale, che avrebbe dovuto essere deciso da un Congresso

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Zurbarán, Francisco de - Il Padre Francesco Zumel - Madrid, Real Academia de San Fernando.

internazionale. Pio IX scrisse allora a Vittorio Emanuele II una lettera ( 3 dic.) per impegnarlo a sostenere in seno al Congresso i diritti della S. Sede, nel tempo stesso in cui solennemente protestava con
internazionale. Pio IX scrisse allora a Vittorio Emanuele II una lettera (3 dic.) per impegnarlo a sostenere in seno al Congresso i diritti della S. Sede, nel tempo stesso in cui solennemente protestava contro la pubblicazione di un opuscolo intitolato Le Pape et le Congrès, ispirato direttamente da Napoleone III, dove si suggeriva al Papa di rinunziare spontaneamente ai suoi domini temporali, eccezione fatta di Roma e del Lazio. Poche settimane più tardi, sostituito il Walewski col Thouvenel nella direzione della politica estera francese e tornato al governo il Cavour, dimissionario dopo Villafranca, l'Imperatore francese acconsentiva alle annessioni dietro il corrispettivo della cessione di Nizza e della Savoia, così che potevano effettuarsi i plebisciti dell'Emilia e della Toscana (11-12 marzo 1860), cadendo del tutto l'idea del Congresso, non meno che gli accordi stipulati a Z.

BIBL.: L. Debraux, La paix de Villafranca et les conférences de Z., Parigi 1859; Raccolta dei tratt. e delle convenzioni, in vigore tra l'Italia e gli Stati stranieri, vol. prelimin., Torino 1865, p. 738 seg.; L. Desmabrosi, Notes et souvenirs inédits, Bologna 1901; D. Montini, La pace di Villafranca, Mantova 1909; M. Avetta, Dall'Arch. di un diplomatico [Jocetau], Casale 1924; P. Pirri, Pio IX e Vitt. Em. II dal loro carteggio privato, Roma 1944; A. C. Jemolo, Chiesa e Stato in Italia negli ultimi cento anni, Torino 1952, p. 223.