ABRAMO I ALBATHANTZI. - Katholikos armeno, dal 607 al 610-11. Salì al trono patriarcale, vacante già da un triennio, durante il quale ne aveva avuta la direzione Verthanes, la cui pertinacia nell’accusare Kurion, katholikos degli Iberi, di favorire l’eresia nestoriana e di aderire alla formola calcedonese, fu ripresa da A. e portò in fine alla separazione degli Iberi. A., infatti, dopo aver inviato a Kurion tre lettere di protesta, nell’ultima delle quali prendeva chiaramente posizione contro il Concilio di Calcedonia, scomunicò Kurion che era rimasto saldo nella sua posizione ortodossa.
ABRAMO II (ADAMO PIETRO I) ARZIVAN Adami-taptzi). - Patriarca armeno cattolico, n. ad Aintab il 12 apr. 1679, m. il 10 ott. 1749. Ordinato sacerdote e poi vescovo di Aleppo (1710) ebbe a subire le angherie della corrente eretica, e fu in prigione due volte. Superiore del convento armeno cattolico di Kreim, assistette al Concilio mronita del 1723 insieme al legato apostolico Giuseppe Assemani. Fu eletto katholikos nell’anno 1740, e chiese a Roma la conferma e il pallio che ivi ricevette da Bene-detto XIV, il quale, in segno di particolare benevolenza, gli donò una statua d’avorio dell’Immacolata. Ritornato in Oriente, andò a risiedere sul Monte Libano continuando la sua attività apostolica fino alla morte.