Enciclopedia Cattolica vol. I, 1948 Storia, storici e biografie varie Storici, biografie varie

ABŪ BAKR

English Cita

Noto anche come: inglese: Abu Bakr al-Siddiq, al-Siddiq, Abdullah ibn Abi Quhafa, Abū Bakr al-Ṣiddīq

ABŪ BAKR. - Il primo successore di Maometto come capo della comunità musulmana: primo quindi della serie dei califfi (v. CALIFFO), e in particolare dei primi quattro, noti nell'Islām col titolo di rāshidān (« ben guidati » od « ortodossi »). Coetaneo, o forse di qualche anno più giovane di Maometto, appartenente a una famiglia meno in vista dei Quraishiti meccani, egli si legò di amicizia col futuro profeta, sembra, prima ancora che questi iniziasse la sua missione. Del verbo di Maometto, A. B. fu uno dei primissimi adepti (secondo una poco attendibile tradizione, addirittura il primo), e nel penoso periodo iniziale della predicazione alla Mecca, e delle ostilità presto manifestatesi dei suoi concittadini verso il profeta, la fede e l'appoggio morale di A. B. furono tra i più saldi aiuti su cui poté contare Maometto. Il suo carattere dolce e fermo a un tempo, la sua lealtà e fedeltà che divennero proverbiali e dovevano meritargli l'epiteto di aṣ-ṣiddīq (« il leale »), gli permisero di superare senza vacillare le più difficili prove cui furono sottoposti in quel tempo i seguaci della nuova fede. Nel momento culminante di questa crisi, l'egira (v.) o abbandono della Mecca per Medina da parte di Maometto, A. B. fu sempre al suo fianco, e lo accompagnò nell'avventuroso viaggio, e nel rifugio della caverna per sottrarsi agli inseguitori. Da allora egli fu noto anche col nome di « Amico della caverna », e il Corano stesso, in un celebre passo, fa allusione a lui quale compagno della storica migrazione.

A Medina, nell'organizzazione della giovane comunità musulmana, A. B., pur senza rivestire speciali cariche ufficiali, fu costantemente nella cerchia dei più fidi e intimi « compagni » (Ṣaḥāba) del profeta, al quale si unì anche con vincoli di parentela allorché questi sposò la sua figliuola 'A'isha, che doveva diventarne la moglie preferita. Fu accanto a Maometto in tutte le grandi giornate del giovane Islām, a Badr, a Uhud, nella guerra del Fossato.

Il califfato di A. B., al quale assurse nel giugno 632, durò poco più di due anni, ma si rivelò decisivo per il consolidamento dell'embrionale Stato musulmano, il debellamento delle forze centrifughe, e l'inizio delle grandi conquiste fuori dell'Arabia. Con inflessibile fermezza, il nuovo capo della comunità islamica represse la secessione di varie tribù arabe di recente convertite. Superato questo moto di apostasia (ridda), si iniziarono le spedizioni sia contro l'impero bizantino sia contro la Persia sassanide. In ambedue queste imprese, grandi decisive vittorie dovevano essere riportate dagli Arabi sotto il secondo califfo 'Omar, ma A. B. stesso fece in tempo a vedere i primi successi, come la conquista di Hira nella Babilonide (633) e la vittoria di 'Aḡnādain in Palestina (luglio 634). Poco dopo quest'ultimo trionfo, il 23 ag. dell'anno stesso, egli moriva, designando a succedergli quell' 'Omar a cui doveva egli stesso in gran parte la sua elezione, e sotto il quale l'Islām arabo doveva assurgere a potenza mondiale.

Fuor che presso gli Scitti, che lo considerarono come il primo usurpatore dei legittimi diritti di successione di 'Alī (v.), in tutto l'Islām ortodosso il primo califfo è venerato come uomo di pietà, probità e saggezza straordinarie, che innumerevoli sentenze e aneddoti tendono a mettere in luce. Anche ammettendo un certo processo di idealizzazione, egli resta una delle più elevate personalità del primitivo Islām, unente a una profonda religiosità anche notevoli doti pratiche di uomo di governo. A lui si deve infine la prima raccolta delle rivelazioni coraniche, da lui promossa durante il suo califato, ma rimasta di uso personale e privato, e poi soppiantata dalla raccolta canonica sotto 'Othmān.

Bibliografia2 opere
BIBL.: L. Caetani, Annali dell'Islām, I, II, III, Milano 1905, passim; H. Lammens, Le 'rinuziroti' Abūl Bahr, 'Omar et Abūl 'Obaida in Mélanges de la Faculté Orientale, di Beirut, 4 (1910) pp. 113-138.

Francesco Gabrieli

Informazioni sulla voce

Di Francesco Gabrieli

Fonte firma a stampa

Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), coll. 148–149.

Pagine a stampa Apri nel visualizzatore
Pagina 112
vol. 1, coll. 147–148
Pagina 113
vol. 1, coll. 149–150

Altre voci di Francesco Gabrieli: ABŪ HANĪFA, AN-NU'MĀN IBN THĀBIT · AGLI-BOL · AISSAOUA · AKBAR · 'ALĪ, IBN ABĪ TĀLIB

Cita questa voce

Chicago

Gabrieli, Francesco. “AbŪ Bakr.” In Enciclopedia Cattolica, vol. I, coll. 148–149. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948. https://azioneromana.com/it/article/abu-bakr.

MLA

Gabrieli, Francesco. “AbŪ Bakr.” Enciclopedia Cattolica, vol. I, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948, coll. 148–149. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/abu-bakr.

BibTeX

@incollection{ec1_abu_bakr,
  author    = {Gabrieli, Francesco},
  title     = {AbŪ Bakr},
  booktitle = {Enciclopedia Cattolica},
  volume    = {I},
  pages     = {148--149},
  note      = {Cited by column},
  publisher = {Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico},
  address   = {Città del Vaticano},
  year      = {1948},
  url       = {https://azioneromana.com/it/article/abu-bakr}
}

Una delle circa 20.000 voci recuperate dai dodici volumi a stampa (1948–54). Hai notato qualcosa? Aiutaci a migliorarla.

Salva per dopo

Inserisci la tua email: ti invieremo un link per accedere. Nessuna password. Ciò che salvi (voci, versetti, capitoli, documenti) ti segue su ogni dispositivo.