Enciclopedia Cattolica vol. I, 1948 Teologia morale Comandamenti e precetti

AFFABILITÀ

English Cita

AFFABILITÀ. - È la virtù che regola tutto il contegno esteriore dell'uomo (parola, azione, tratto), in modo da renderlo ben accetto e gradito a coloro coi quali è in relazione. L'a. è una virtù sociale, annessa alla giustizia, perché l'uomo è per natura destinato non alla vita solitaria, ma alla convivenza con gli altri; ora questa convivenza non è possibile senza un tratto garbato, educato, gentile, grazioso. «Nessuno può restare un giorno solo con una persona fastidiosa o che non sa rendersi amabile» (Aristotele in Ethic. Nicom. 5, 2, presso s. Tommaso In X libros Ethicorum, lect. 5ᵃ). Al contrario, avverte la S. Scrittura, «quanto è bello e giocondo che dei fratelli convivano insieme! È come l'olio odoroso che si versa sul capo e si diffonde sulla barba... come la rugiada dell'Hermon... perché là il Signore largisce la benedizione e la vita in perpetuo» (Ps. 132, 1-4). «Renditi amabile nelle adunanze dei poveri; presta al povero senza fastidio l'orecchio e rispondigli amichevolmente» (Eccl. 4, 7-8). L'a. è dunque questione di ordine e di armonia, di civiltà, di urbanità, di cortesia, con tutto ciò che di fine e di delicato, d'incantevole e di squisito contengono queste parole. E sarà tanto più perfetta, quanto più partirà da un sentimento vivo dell'anima, che accompagna l'atto esteriore; ma, strettamente parlando, essa prescinde dall'interno e regola solo l'esteriore.

L'a., essendo virtù morale, deve restare nel giusto mezzo. Non esclude però che, in vista di un bene da conseguire e di un male da evitare, si debba talora contristare il prossimo: «Hai delle figlie? Custodisci il loro corpo e non mostrare ad esse troppo sorridente il tuo volto» (Eccl. 7, 26). E s. Paolo ai Corinti: «Mi rallegro non per avervi contristato, ma perché questa tristezza vi ha condotti al pentimento» (Il Cor. 7, 9). «C'è qui tutto un programma di perfetta urbanità e cortesia e nello stesso tempo di alta moralità e di saggio riserbo per le quotidiane relazioni col prossimo» (Pègues, p. 676).

L'a. deve pure guardarsi dall'adulazione (v.), che loda chi non è lodevole o loda sotto aspetti che non sono lodevoli; e dalla morosità (v.), che rende difficili o poco arrendevoli.

Bibliografia2 opere
BIBL.: Sum. Theol., 2ᵃ-2ᵃ, q. 114, a. 1 e 2; T. Pègues, Commentaire français littéraire de la Somme Théologique de s. Th. d'A., XII, Parigi 1927, pp. 670-76.

Celestino Testore

Informazioni sulla voce

Di Celestino Testore

Fonte firma a stampa

Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), col. 364.

Pagine a stampa Apri nel visualizzatore
Pagina 236
vol. 1, coll. 363–364

Altre voci di Celestino Testore: AETERNE REX ALTISSIME · AETERNE RERUM CONDITOR · AETERNE RECTOR SIDERUM · AETERNA IMAGO ALTISSIMI · AETERNA COELI GLORIA

Cita questa voce

Chicago

Testore, Celestino. “Affabilità.” In Enciclopedia Cattolica, vol. I, col. 364. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948. https://azioneromana.com/it/article/affabilita.

MLA

Testore, Celestino. “Affabilità.” Enciclopedia Cattolica, vol. I, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948, col. 364. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/affabilita.

BibTeX

@incollection{ec1_affabilita,
  author    = {Testore, Celestino},
  title     = {Affabilità},
  booktitle = {Enciclopedia Cattolica},
  volume    = {I},
  pages     = {364},
  note      = {Cited by column},
  publisher = {Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico},
  address   = {Città del Vaticano},
  year      = {1948},
  url       = {https://azioneromana.com/it/article/affabilita}
}

Una delle circa 20.000 voci recuperate dai dodici volumi a stampa (1948–54). Hai notato qualcosa? Aiutaci a migliorarla.

Salva per dopo

Inserisci la tua email: ti invieremo un link per accedere. Nessuna password. Ciò che salvi (voci, versetti, capitoli, documenti) ti segue su ogni dispositivo.