ANTILOGIA

ANTILOGIA. — Il termine (ἀντιλογίας) significa
«contraddizione»; dai cultori di scienze bibliche è im-
piegato per designare quei casi in cui due passi della
Bibbia appaiono in contraddizione fra loro.

Le contraddizioni possono essere reali, allorché il te-
sto originale o tradotto ha subito delle alterazioni che ne
hanno cambiato il senso, ovvero soltanto apparentato; e in
tal caso sono chiamate anche enantiofanie («apparenze
contrarie»). Frequenti sono le a. reali nei dati aritmetici,
che nelle antiche grafie erano facilmente soggetti ad errori;
ma anche fuor del caso dei numeri si riscontrano a. reali
dovute a errori grafici o di traduzione. È compito dell'in-
terprete biblico correggere tali errori ricorrendo ai mezzi
suggeriti da una sana critica. Le a. apparenti sorgono dal
fatto che i relativi passi biblici si riferiscono o ad argomenti
somiglianti ma diversi, o a circostanze diverse di uno
stesso argomento, o sono dovute a maniere differenti di
presentare lo stesso argomento, e a cause somiglianti. In
genere vale la norma di s. Agostino: «Si aliquid in eis
offendero Litteris quod videtur contrarium veritati, nihil
aliud quam vel mendosum esse codicem, vel interpretem
non assecutum esse quod dictum est, vel me minime in-
tellectis esse non ambigam» (Ep. 82, n. 3). V. RIMENENTICA.