ANTIOCHIA di PISIDIA. - Città dell'Asia Minore, fondata da Seleuco I (312-280 a. C.) con coloni di Magnesia, in un sito celebre per il santuario del dio frigio Men. Sorgava a metri 1200 sul livello del mare, su un'altura del versante meridionale dei monti della Frigia Parórei, al confine della Pisidia (Strabone, XII, 8, 14). Dai Romani, dichiarata città libera, fu attribuita alla Pisidia (Plinio, Hist. Nat., V, 24). Da Augurio, forse fin dal 30-27 a. C., fu costituita colonia imperiale (Colonia Caesarea A.); fu poi capitale della Pisidia.
W. Ramsay vi scoprì, oltre una basilica paleocristiana con pavimento in musica, nel 1912 una iscrizione in onore di P. S. CIRINO (v.), nel 1914 il testo latino inciso su pietra (10 lastre) delle Res gestae divi Augusti (completato dagli scavi dell'Università del
Michigan nel 1924), conforme al testo del monumento d'Ancina in Galazia e d'Apollonia in Pisidia. Presso le rovine di A. (arcate di un acquedotto romano che portava alla città le acque del Sultan Dagh) sta ora la borgata turca di Yalovač, Iconio (v.), che ne dista ca. 120 km. a est.
A. prosperava sulla grande via commerciale che da Efeso, attraverso l'Asia Minore, comunicava con l'Oriente, e aveva attrabito molti Giudei, ai quali già i Seleucidi avevano concesso i diritti civili (Flavio Giuseppe, Ant. Iud., XII, 3, 4). Nella loro sinagoga, tra il 45 e il 47, s. Paolo annunciò, in un lungo discorso, Gesù Messia e Figlio di Dio, ottenendo molte conversioni (Act. 13, 14-52). Paolo con Barnaba (primo viaggio apostolico) venivano da Perge, distante da A. ca. 168 km.
Impedito dall'ostilità giudaica di predicare nel sabato seguente, Paolo continuò, «volgendosi ai gentili», l'apostolato in A. (per un anno, secondo J. Holzmier), tra molti pericoli e vessazioni, finché le mene dei Giudei lo espulsero col socio. Partirono per Iconio «scuotendo la polvere dei piedi contro di essi», Ma ripassarono per A., al ritorno, rianimando e organizzando gerarchicamente la comunità (Act. 14, 20-23). Al termine della sua vita, Paolo (II Tim. 3, 11) ricorda le persecuzioni ivi sofferte; verosimilmente, fra queste sono da includersi alcune delle 5 flagellazioni e delle 3 fustigazioni ricordate in II Cor. 6, 5; 11, 23-24.
Sede fondata dall'Apostolo, A. ha vescovi noti fin dal sec. III. Tra i più antichi, M. Le Quien menziona Eudossio, Optato, Antimo. Al Concilio di Nicea (325) compare Antonio d'A. tra i vescovi della provincia d'Isauria, mentre a capo dei 14 vescovi di Pisidia è quello d'Iconio, Eulalio. Già prima, però, del 381, A. è sede del metropolita di Pisidia: al Concilio di Costantinopoli (381), Optimo si firma a capo dei 15 rappresentanti le diocesi di Pisidia (Mansi, II, p. 695; III, p. 570). Nei concili seguenti, fino al sec. VII, compaiono vari nomi di metropoliti di A. di Pisidia. La città fu quindi sommersa dall'invasione islamica. Presa nel 1097 dai crociati di Boemondo di Taranto, vi fu ripristinata dai latini la sede; dal medioevo è sede titolare arcivescovile. Il metropolita greco-ortodosso di Pisidia risiede ora a Isbarta.