APOSTOLATO DANTESCO

APOSTOLATO DANTESCO. - Con questo nome, dietro ispirazione ed incitamento di un erudito letterato di Monsampolo, Nicola Gaetani Tamburini, che nel culto di Dante voleva educare gli italiani a libertà, nel 1855 si costituì ad Ascoli sotto specie di accademia letteraria un'associazione politica contro il potere temporale. Il titolo e la venerazione per il sommo poeta ricordavano Mazzini, ma le forme risentivano ancora di schemi carbonari. Così i nomi di guerra (Ferruccio, Michelangelo, Galileo, Arnaldo, Bruto, Masaniello) dei «fratelli fondatori», così i riti delle riunioni ed i rapporti che legavano tra loro i soci delle varie province. Attorno al Tamburini si raccolsero antichi liberali e giovani studenti, come un Selva, impiegato alla delegazione, un Baldacelli, delle dogane, un Orazzi, segretario comunale di Cestorano, un Corsini, un Palmarini, un Menghi, un De Tomasi ed altri molti, tra i quali più noto Temistocle Mariotti. Non grande l'azione dell'a. d. nel vasto movimento cospiratorio delle Marche, e si può dire che, quando, nel nov. 1857, l'autorità pontificia procedette ad arrestare i soci, esso fosse già di fatto inoperoso. La causa «ascolana di lesa maestà, ossia di aggregazione a società segreta» si chiuse con la sentenza del 17 dic. 1858, per la quale il Tamburini, il Baldacelli, il Palmarini, il Menghi e l'Orazi furono condannati a 10 anni di galera, gli altri a pene minori. Una donna, la giovane Giulia Centurelli, fu assolta per l'interessamento del buon vescovo Belgrado. Tra la primavera del '59 e l'estate del '60 furono tutti graziati.

BIBL.: T. Mariotti, Ieri e oggi. Pugine autobiografiche di un soldato del Risorgimento italiano, Voghera 1885; D. Spadoni, L'A. d., in Picenum. Rivista marchigiana illustrata, 3 (1906); T. Mariotti, Aneliti di libertà nello Stato Pontificio, in Nuova Antologia, 5a serie, 149 (1910, sett.-ott.), pp. 119-35. Alberto Maria Ghisalberti