APOSTOLINI (FRATI APOSTOLICI). - Congregazione religiosa del sec. XV, così chiamata dal popolo perché i suoi membri, rinunziando alle vanità del mondo, menavano vita povera secondo il Vangelo, sull'esempio degli apostoli, dapprima come eremiti, poi uniti in congregazione. Il movimento degli pseudo-apostoli del Segreuli e di Dolcino suscitò una reazione in senso cattolico tra gli uomini desiderosi di vivere veramente secondo le norme evangeliche sotto l'ubbidienza dei vescovi; sorse così la congregazione degli A., sulle cui origini regna tuttavia il silenzio dei contemporanei. La prima notizia sicura è del principio del sec. XV, nel testamento di Angelo, vescovo di Recanati, vicario di Gregorio XII per le Marche.
Sotto Eugenio IV che concesse loro il convento dei SS. Simone e Giuda in Viterbo, gli A. sono già ufficialmente designati come frati dell'Ordine degli A., viventi sotto la giurisdizione dei vescovi. Inno-cenzo VIII determinò loro l'abito da portare e Alessandro VI il approvò solennemente sottoponendoli alla regola e all'ubbidienza degli Agostiniani. Erano diffusi specialmente nell'Italia centrale e settentrionale. Il primo convento da loro edificato fu quello di Siena; a Recanati, dove erano molto stimati dal popolo e dalle autorità, occuparono un monastero la-sciato dai Benedettini. La figura più rappresentativa è il beato Placido o Bartolomeo da Fermo, detto comunemente da Recanati. Dopo circa un secolo di vita, nel 1589, Sisto VI i unì alla Congregazione degli Ambrosiani «ad Nemus» di Milano; ma poiché l'unio-ne non recò i frutti sperati, Urbano VIII nel 1643 li soppresse come congregazione, sottoponendo i mem-bri e i loro beni agli ordinari diocesani. Innocenzo X confermò la soppressione e da allora scomparve ogni tracci degli A.