ARCANGELI, GIUSEPPE. - N. a. S. Marcello Pistoiese il 13 dic. 1807, m. a Firenze il 17 sett. 1855; studiò nel Seminario di Pistoia e venne ordinato sacerdote nel 1831. Fu professore di latino e greco e rettore del Collegio Cicognini di Prato, ove, insieme con Atto Vannucci ed Enrico Bindi, avviò una collezione di classici latini commentati ad uso delle scuole, che dette ottimi risultati. Scrittore disinvolto ed elegante, collaborò a giornali e riviste di Firenze, quali L'Alba, Lo Spettatore, La Rivista, manifestandosi, in politica, moderatamente liberale. Nel 1848 fu ammesso all'Accademia della Crusca e ne divenne poi segretario. Ivi partecipò alla compilazione del celebre vocabolario e lesse rapporti, discorsi e lezioni, redatti in stile facile e spontaneo, privo di fronzoli retorici. Fece anche parte delle Accademie fiorentine, l'Ateneo Italiano e la Colombaria. Negli ultimi anni tradusse gli Inni di Callimaco, l'Iliade e, in versi aliferiani, la tragedia pseudoclasica del Ponsard Lucrezia.
ARCANGELI, GIUSEPPE
Bibl.: A., Poesie e prose, 2 voll., Firenze 1852; id. Prose e poesie a cura di E. Bindi, Firenze, 1874; A. Chiappelli, Per G. A., in Pagine di critica letteraria, I, Firenze 1911, pp. 223-31.