ARTE

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ARTE. - Varie sono le forme delle a. nel succedersi dei secoli. Taluni esemplari bizantinengganti, come quelle del duomo di Torcello e del duomo di Atri, hanno la vaschetta ornata di animali rampanti. Lo stelo delle a. perdette spesso, nell'età gotica, la sua semplicità architettonica per animarsi di figure, come in quella di S. Giovanni Fuorcivitas a Pistoia attribuita a Giovanni Pisano.

Nel Rinascimento ritorna la semplicità architettonica del sostegno, variamente arricchito con frutti e ghirlande, come in quella del duomo di Lucca dovuta a M. Civitali e nell'altra ancor più ricca di A. Federighi nel duomo di Siena.

Un bell'esemplare cinquecentesco è quello del duo.

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(fot. Alinari)
Acquasantiera - A. di Matteo Civitali (2ᵃ metà sec. XV). Lucca, Cattedrale.
Acquasantiera - A. attribuita a Giovanni Pisano (fine sec. XIII). Pistoia, Chiesa di S. Giovanni Fuorcivitas.

mo d’Orvieto, dove già appaiono le tendenze pittoriche che prevarranno nell’età barocca fino a comporre, come in quelle di S. Pietro in Vaticano, un monumentale complesso di vasca, angeli e drappi agitati da una dinamica interna, resa ancor più fastosa dalla polacromia. In generale però le a. mantengono una forma molto semplice che riduce al minimo le caratteristiche dello stile; perciò nell’architettura moderna, accanto ad alcuni esemplari a goccia, ve ne sono altri legati essenzialmente alla loro funzione e risolti con uno studio accurato delle proporzioni.

Esemplari minuscoli, che variamente ripetono forme stilistiche proprie delle arti minori e fanno parte degli accessori d’arredamento, sono destinati ad uso privato.

- Vedi Tavv. XIX-XX.

Bibl.: A. Venturi, Storia dell’Arte Italiana, 11 voll., Milano 1901-40, passim; C. Ricci, Architettura barocca in Italia, Milano 1925; P. Toesca, Storia dell’Arte Italiana, I, Torino 1927; E. Roulin, Nos églises, Parigi 1938.