AUSTRALIA. - Il più piccolo dei continenti (ca. 3/4 dell'Europa), il più lontano dall'Europa e l'unico che sia situato per intero nell'emisfero australe (prescindendo dall'Antartide).
I. GEOGRAFIA.
L'A. è costituita da una zolla antichissima (come in Africa), appianata dall'erosione e sormontata sul suo fianco orientale da un arco corrugato, le cosiddette Alpi australiane, disteso dal Capo York alla Tasmania. Ad occidente il tavolato, alto in media sui 500 m., si accidenta qua e là di
più elevate groppe granitiche (fino a 1500 m.), eccetto che in vicinanza della costa (desertico, o sabbioso), o rivestito da bassa impenetrabile macchia (scrub); e qua è la incavato in bacini chiusi (laghi salati). Ad oriente, le Alpi austriane, che culminano nel M. Kosciusko (2241 m.), secondo ripide sul mare, incise da valli profonde, ma con forme dolci, di media montagna. Fra l'uno e le altre s'apre una lunga depressione interrotta da colline e da montagne (M. Flinders), solcata da corsi d'acqua temporanei (creeks); a S. abbraccia il bacino del Murray-Darling (l'unico fiume importante dell'A.: 3700 km. di corso, e 90 mila kmq. di bacino) e il lago Eyre, che scende al di sotto del livello del mare (— 12 m.).
Compresa per ca. 2/5 nella zona torrida e per il resto in quella temperata, con una estensione di 32° in latitudine (come fra Cagliari ed il lago Tana in Etiopia), l'A. ha condizioni climatiche varie: caratteri generali sono tuttavia i forti squilibri termici e la irregolarità ancor più che la scarsezza delle piogge. A N. e N.-E. il clima è tropicale con abbondanti precipitazioni estive (monsoni), ad E. e a S. subtropicale con inverni miti ed estati calde (piogge nella stagione intermedia), nella Victoria ed in Tasmania temperato, con estati ben ancor marcate e piogge sufficienti (invernali). Nell'interno l'aridità e la continentalità dominano più o meno dappertutto. All'oceano scola solo poco più di un terzo del territorio; bacini chiusi ne occupano oltre due quinti e circa un terzo le aree senza circolazione superficiale. Il danno della siccità è tuttavia temperato dall'utilizzazione delle acque del sottosuolo, captata per mezzo di numerosi pozzi artesiani, e perfino dalla distillazione dell'acqua marina (tubatura da Perth a Kalgoorlie).
Vegetazione e fauna presentano caratteri di spiccato arcaismo, con forme endemiche tipiche. Nei boschi, rigogliosi soprattutto a N. e ad E., dominano gli eucaliptus e le felci arborescenti; nella macchia le acacie a cespuglio e gli arbusti spinosi. Mancavano all'A. scimmie, carnivori (ad eccezione del dingo) e ruminanti; per contro sono tipicamente australiani i monotremi (echidna, ornitomorfo) e i marsupiali (canguro). Gli animali domestici vi furono introdotti dagli europei, e si diffusero rapidamente.
Gli Europei giunsero in A. nel 1778 (gruppi di forzati inglesi); i primi coloni liberi (scozzesi) nel 1820. Nel 1851 la scoperta dell'oro vi determinò una notevole ondata immigratoria; in seguito il flusso venne contenuto.
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**Confederazione australiana.** - La Confederazione australiana (Commonwealth of A.) è una federazione di Stati, un territorio e un distretto federale e costituisce uno dei membri dell'impero britannico (British C. of Nations): cui è legata da un governa-

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**AUSTRALIA - Circoscrizioni ecclesiastiche.**
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**AUSTRALIA - Circoscrizioni ecclesiastiche.**
tore generale di nomina imperiale, assistito da un gabinetto di 13 membri e da un parlamento bicamerale: il senato (36 membri) e la camera dei deputati (74 membri), rinnovabili (il primo a metà) ogni triennio. Ecco la ripartizione della Confederazione (fra parentesi l'anno di costituzione delle singole unità; in migliaia i kmq. e gli abitanti).
Nuova Galles del Sud (1788) . . . kmq. 801 ab. 2925 (Capitale: Sydney ab. 1484)
Tasmania (1825) . . . . . . . . 68 251
(Hobart ab. 72)
A. Occidentale (1829) . . . . . . . . 2528 494
(Parth ab. 273)
A. Meridionale (1834) . . . . . . . . 984 636
(Adelaide ab. 375)
Victoria (1851) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 228 2031
(Melbourne ab. 1227)
Queensland (1859) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1737 1091
(Brisbane ab. 402)
Territ. N. (1863) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1356 5
(Darwin ab. 2)
Distretto Federale (1911) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2 15
(Canberra ab. 11)
La Confederazione australiana misura 7,7 milioni di kmq.; vi erano insediati 6,9 milioni di ab. nel 1938; 7,6 nel 1947 (meno di 1 ab. al kmq. in complesso). Vi sono inoltre ca. 60 mila indigeni (Australidi), dei quali più dei 2/3 viventi allo stato nomade nelle regioni meno favorite. La popolazione bianca è quasi esclusivamente (97 %) di origine inglese; la Confederazione australiana è quindi, di tutti i domini britannici, il più puro etnicamente. Gli stranieri si aggirano sui 60 mila, e di questi 18 mila sono italiani.
La grande maggioranza della popolazione è protestante; i cattolici ammontano a 1,4 milioni.
La popolazione è concentrata per 3/5 in centri urbani, due dei quali superano il milione di ab. Sidney (1,5) e Melbourne (1,2); vi sono altre 4 città con oltre 100 mila ab. (Brisbane, Adelaide, Perth e Newcastle). La capitale è dal 1927 Canberra, piccolo centro, modernissimo, abitato quasi solo da funzionari statali (12 mila ab.).
Solo una minuscola (1,7%) parte dell'immenso territorio e coltivata (soprattutto a S.-E.), e produce cereali, canna da zucchero, uva e frutta, in quantità eccedenti il consumo interno. Le foreste coprono appena 1'1% della superficie totale, e danno legnami pregiati, massime per ebanisteria. Le risorse minerarie sono cospicue (oro nel S.-O., argento, rame, stagno, piombo, carbone, specie e S.-E., ecc.); manca invece il petrolio, ma i loro prodotti vengono esportati per lo più allo stato grezzo. Fonte massima della ricchezza nazionale è l'allevamento; per gli ovini (96 milioni di capi) la Confederazione Australiana è al primo posto nel mondo, e di gran lunga al primo posto per la produzione della lana (1/4 del totale mondiale). Numerosi sono anche i bovini (13 milioni di capi); i cavalli (1,2) e i suini (1,3); grande l'esportazione di burro, formaggi, grassi, carne insaccata e pelli. Solo l'allevamento ha dato vita ad un'attività industriale di proporzioni adeguate; le altre industrie (metallurgia, siderurgia, cementi), tuttavia hanno compiuto nell'ultimo decennio decisivi progressi. Nel 1945-46 il valore dei manufatti superava di più che tre volte quello dei prodotti agricoli.
Le ferrovie (44 mila kmq.) interessano i settori marginali E. (e specie S.-E.) e S.-O., dai quali penetrano nell'interno numerosi tronchi, non però collegati tra di loro; notevoli anche, da rete a rete, le differenze di scartamento, che intralciano gli scamb
i. In esercizio la Transcontinental E
O. (da Sydney a Perth); in costruzione quella N.-S. (da Darwin ad Adelaide; giunta attualmente a 450 kmq. da Darwin).Gli scambi con l'estero consentono cifre pro capita elevatissime (54 lire sterline nel 1946-47): oltre 1/3 dell'esportazione ed 1/3 dell'importazione sono assorbiti dalla Gran Bretagna. Nel 1946-47 le importazioni raggiunsero i 183,7 milioni di sterline, contro 246,7 delle esportazioni. Nelle prime prevalgono i tessuti (seta e cotone), il petrolio, i prodotti chimici, i macchinari, la carta, gli articoli elettrici, ecc.; nelle seconde la lana (poco meno di metà del totale in valore), le farine, le carni, le pelli, i cuoi, il piombo, ecc. In questo commercio il primo posto è tenuto dallo Stato della Nuova Galles del Sud, che assorbe da solo poco meno della metà del totale; seguono il Victoria ed il Queensland. L'intercambio italo-australiano è modesto: le esportazioni in Italia superavano nel 1946-47 di ben 6 volte le importazioni (2,4 milioni di sterline).
Sotto l'amministrazione della Confederazione australiana si trovano: 1) il territorio di Papua (dal 1 sett. 1906; 234,490 kmq. con 302.000 ab.) nell'isola di Guinea; 2) il territorio di mandato della Nuova Guinea (dal 17 dic. 1920; 241.000 kmq. con 675.000 ab.), comprendente, oltre una parte dell'isola, l'arcipelago di Bismarck; 3) le isole Salomone (29.676 kmq. con 95.000 ab.); 4) l'atollo di Nauru (22 kmq. con 2321 ab.); 5) le minuscole isole di Ashmore e Cartier nel mar di Timor al S. dell'Arcipelago malese (kmq. 1,89, disabitato); 6) il Territorio antartico comprendente tutte le isole ed il continente a S. del 60° S. e fra 160° e 45° E. Greenwich (ad eccezione della Terra Adélie), disabitato.
Giuseppe Caraci
II. IL CATTOLICESIMO IN A.
Nel sec. XVI si conosceva già l'esistenza di una "Terra australe incognita", della quale navigatori portoghesi avevano intravisto le coste settentrionali ed occidentali. Un secolo dopo gli Olandesi ne esplorarono anche le coste meridionali, e le dettero il nome di Nuova Olanda, ma il continente nuovissimo continuò a rimanere un mistero per un altro secolo e mezzo, finché Cook, nel 1770, scoprì le coste orientali e si poté così tracciarne il perimetro. Tuttavia la S. Congregazione de Propaganda Fide fin dal 1666 aveva eretto una missione della Terra Australe, affidandola al sacerdote francese de Pomiers, che si riprometteva di evangelizzarla con l'aiuto dei Sulpiziani; ma il progetto non fu mai attuato. Quindici anni dopo, la stessa missione veniva affidata al prefetto apostolico di Formosa, che risiedeva allora nelle Filippine, il quale non poté recarvisi, né inviarvi missionari. Falliti questi due primi tentativi, non si parlò più della missione della Terra Australe fin verso la fine del sec. XVIII, quando l'A. divenne colonia inglese.
Dopo la guerra d'indipendenza americana, l'Inghilterra, non potendo più inviare nelle colonie penali d'America, come aveva fatto dal 1716 al 1776, i suoi numerosi condannati alla deportazione, istituti, nella parte sud-orientale della Nuova Olanda, la colonia della Nuova Galles del Sud, riservata ai deportati. Questi non erano tutti criminali; anzi, dati i sistemi allora vigenti in Inghilterra, la maggior parte era gente punita per lievi colpe o per motivi politici; e tra questi ultimi numerosi gli Irlandesi, condannati per ribellioni alle leggi dei loro dominatori. Così avvenne che i primi abitanti bianchi, che si stabilirono in A. furono i 696 deportati che il 20 genn. 1778 sbarcarono con la loro scorta nel luogo ove poi sorse Sydney.
A questa prima spedizione altre ne seguirono per tre quarti di secolo, con una media che in certi tempi fu di ca. 6000 deportati all'anno. La storia delle colonie penali d'A. come già di quelle dell'America, è una storia di orrori e di depravazione, di oppressione e di abbrutimento, che ha sollevato grande indignazione e frequenti proteste. La deportazione fu abolita nella Nuova Galles del Sud solo nel 1840 e non scomparve del tutto dall

mino il cistercense p. O'Flynn prefetto apostolico della Nuova Olanda; ma questi non poté esercitare il suo ministero che segretamente tra i 6000 cattolici, ch'egli trovò in A.; dopo pochi mesi egli fu arrestato e rimandato i
'A. che nel 1866. Fin quasi dall'inizio, però, accanto alle colonie dei deportati si vennero a stabilire dei nuclei di liberi coloni, ai quali si aggiunsero i condannati liberati. I liberi coloni eran già divenuti più numerosi dei deportati, quando, verso la metà del sec. XIX, la scoperta delle miniere d'oro attirò in A. una fortissima corrente d'immigrati.
Tra i deportati si trovavano anche dei cattolici, ma nessuna libertà di culto era loro concessa. Essi venivano anzi costretti, sotto gravissime pene, ad assistere alle funzioni religiose anglicane, e nella fede anglicana venivano educati i loro figli. Nel 1792 i cattolici eran circa trecento tra i deportati ed una cinquantina tra i coloni liberi; al principio del sec. XIX erano quasi duemila, e fra loro si trovavano tre sacerdoti, ai quali venne severamente vietato qualsiasi esercizio del ministero sacro. Uno di essi, il p. Dixon, riuscì finalmente nel 1803 ad ottenere, con la libertà vigilata, anche il permesso di celebrare la Messa una volta al mese. Un anno dopo il permesso fu revocato; indi, un dopo l'altro, i tre sacerdoti furono rimandati in Irlanda, e le condizioni dei cattolici tornarono peggiori di prima.
Nel 1816 la S. Congregazione di Propaganda non
minò il cistercense p. O'Flynn prefetto apostolico della Nuova Olanda; ma questi non poté esercitare il suo ministero che segretamente tra i 6000 cattolici, ch'egli trovò in A.; dopo pochi mesi egli fu arrestato e rimandato in patria, senza che potesse consumare le Sacre Specie, che rimasero per due anni occultamente venerate nella casa di un colono irlandese di nome Davis. Sul posto è stato poi costruito un Santuario, mèta di pellegrinaggi. Il brutale ed illegale trattamento inflitto al p. O'Flynn fece chiasso in Inghilterra e portò luce sulla persecuzione religiosa, a cui eran soggetti i deportati e i coloni cattolici in A.
Nel 1819 la Congregazione di Propaganda affidò la missione al vicario apostolico delle Isole Maurizio, il quale ottenne che due dei suoi missionari venissero nominati dal governo cappellani per i deportati cattolici. Ciò avvenne nel maggio 1821, e quella data segna il principio di una tolleranza religiosa in A. I primi preti cattolici dell'A. specialmente il p. Therry e dopo di lui il benedettino D. Ullathorne - il quale dal vicario apostolico delle Isole Maurizio era stato nominato vicario generale per tutta l'A. - dovette risolvere il problema.
Il 1821, dopo aver avuto una maggiore libertà religiosa, solo nel 1832 si poté ottenere un terreno per fabbricarvi una chiesa; le scuole fino al 1836 rimasero monopolio assoluto della Chiesa anglicana. Ai cappellani cattolici era proibito di ricevere conversioni di protestanti e ai deportati cattolici negato il matrimonio religioso. I cattolici, che nel 1821 erano circa 10.000, erano saliti nel 1833 a 17.179, una buona metà dei quali erano coloni liberi. Ciò indusse la S. Sede a separare l'A. dal vicariato delle Isole Maurizio e ad erigerla in vicariato apostolico autonomo (1842) denominato della Nuova Olanda e Isola di Djemen (come si chiamava allora la Tasmania). Nel 1841 questo vasto vicariato contava già 40.000 cattolici e 28 sacerdoti con una popolazione totale di 211.095 anime.
Ad istanza del vicario apostolico mons. Polding, primo vescovo dell'A., nel 1842 la S. Sede procedette a stabilirvi la gerarchia ecclesiastica dividendo il vicariato in tre parti ed erigendo Sydney in sede arcivescovile metropolitana con le due diocesi sfrangianee di Hobart ed Adelaide. A queste prime diocesi ne seguirono ben presto altre: Perth, capitale della colonia dell'A. occidentale, fu eretta in diocesi suffraganea di Sydney nel 1845, Melbourne, Maitland
e Port Victoria, ora Darwin, nel 1847. L'afflusso straordinario degli immigrati cercatori d'oro portò i cattolici da 60.000, che erano nel 1851, a 250.000 nel 1861 e rese necessaria la creazione di altre diocesi e cioè: nel 1859 Brisbane, che in quell'anno stesso era stata fatta capitale della nuova colonia del Queens-land, nel 1864 Goulburn, nel 1865 Bathurst e nel 1869 Armidale; mentre la missione dei Benedettini sgan-noli, fondata fin dal 1846 per le missioni tra gli aborigeni e dipendente dal vescovo di Perth, fu nel 1867 eretta in abbazia nullius Norcia (v.) e con territorio suo proprio. Fino al 1874 tutte le diocesi dell'A. erano suffra-ganese di Sydney; in quell'anno la diocesi di Melbourne fu elevata a metropolitana per tutto il territorio della colonia di Victoria con due diocesi suffragane: Sand-hurst e Ballarat. Allo scopo di tentare l'evangelizzazione degli aborigeni del Queensland fu distaccato (1877) da Brisbane il territorio più settentrionale, che, eretto in vicariato apostolico del Queensland (chiamato nel 1887 di Cooktown e divenuto nel 1941 diocesi di Cairns), fu affidato prima al seminario dei SS. Apostoli Pietro e Paolo di Roma e poi ai Recolletti agostiniani irlandesi. Ora, come diocesi, è affidato al clero diocesano secolare. Nel 1882 fu pure distaccata da Brisbane la nuova diocesi di Rockhampton.
I cattolici continuarono a crescere rapidamente (erano 539.556 su una popolazione totale di 2 milioni e 245.448 anime secondo il censimento governativo del 1881). In seguito al voto del I Concilio nazionale australiano tenutosi nel 1885 (l'anno stesso in cui l'A. veniva onorata dalla nomina di mons. Moran, arcivescovo di Sydney, a cardinale) si procedette nel 1887 all'erezione delle nuove diocesi di Grafton, chiamata poi (1900) Lismore, e di Williams-Cannia, poi Wilcannia-Forbes, nella Nuova Galles del Sud; di Sale nella Victoria; di Port Augusta nell'A. meridionale e del vicariato apostolico di Kimberley nell'A. occidentale, creato per l'evange-lizzazione degli aborigeni, e all'elevazione a sedi arcivescovili metropolitane delle diocesi di Brisbane, per la colonia del Queensland, e di Adelaide, per quelle dell'A. meridionale e dell'A. centrale e settentrionale. L'anno dopo anche la Tasmania ebbe la sua sede di Hobart elevata ad arcidiocesi: con l'erezione della diocesi di Geraldton si chiude il sec. XIX. Il 19 genn. 1901 l'A. cessò di essere una colonia e divenne una federazione di sei Stati col nome di Com-monwealth of A. A. quell'epoca contava 3.782.182 ab., di cui 856.068 erano cattolici; v'erano 5 arcidiocesi, 14 diocesi, 2 vicariati apostolici ed una abbazia nullius.
Nel sec. XX poche furono le mutazioni territoriali della gerarchia cattolica: nel 1910 fu creata nel Kim-berley la missione di Drisdale River (v.) per l'evan-gelizzazione degli aborigeni, affidata ai Benedettini dell'abbazia di Nuova Norcia; nel 1913 anche Perth fu elevata ad arcidiocesi e costituita sede metropolitana per tutto lo Stato dell'A. occidentale; nel 1914 fu istituita la delegazione apostolica dell'Australasia con residenza a Sydney; nel 1917 fu eretta nella Nuova Galles del Sud la nuova diocesi di Wagg-Wagga, nel 1929 quella di Toowoomba e l'anno dopo quella di Townsville, ambedue nel Queensland. Nel 1948 la diocesi di Goulburn fu elevata ad arcidiocesi con il nome di Canberra-Goulburn. Naturalmente si moltiplicarono le parrocchie, le case religiose, le scuole, e le varie istituzioni di cultura e di carità e si eressero seminari e scolastici per la formazione dei sacerdoti, che nel secolo passato venivano quasi esclusivamente dall'Irlanda; si introdussero nuove congregazioni religiose, altre se ne fondarono in A. e quasi tutte aprirono noviziati. Al I Concilio plenario australiano del 1885 ne seguirono altri tre: nel 1895, nel 1905 e nel 1937. Memorabile rimase negli annali australiani il Congresso eucaristico mondiale tenuto in Sydney nel 1928.
Ciò che forma la preoccupazione più grave dei vescovi e parroci e il vanto dei cattolici australiani sono le loro scuole. La questione della educazione cristiana della gioventù è stata fin dall'inizio della colonia una questione ardente, che obbligò i cattolici ad una continua lotta. Prima si ottenne che i figli dei cattolici non fossero più obbligati a subire l'insegnamento religioso degli anglicani, poi venne la libertà d'insegnamento, indi le scuole cattoliche ottennero sussidi governativi, al pari di quelle protestanti; infine sorsevo le scuole di Stato, agnostiche, e, verso il 1880, fu tolto ogni sussidio a tutte le scuole confessionali. Da allora i cattolici australiani, oltre a pagare la loro quota di tasse per le scuole di Stato, di cui essi non usufruiscono, sopportano il grave peso di mantenere interamente le loro scuole. Oggi l'A. possiede un sistema nazionale di scuole parrocchiali, poste sotto il diretto controllo dei vescovi, che provvede alla educazione elementare della quasi totalità dei figli dei cattolici. Anche nelle piccole località disperse, dove il sacerdote può recarsi soltanto una volta alla settimana o al mese per celebrarvi la Messa, non manca mai la scuole della sua scuola. Nei centri di qualche importanza si hanno le scuole secondarie di vario tipo, dirette da religiosi. Nel 1939 le scuole parrocchiali erano 1065 e 62 le scuole medie con un totale di 203.344 alunni.
In un paese dove i cattolici sono in minoranza e vivono sparsi fra i protestanti, sono purtroppo inevitabili i matrimoni misti, spesso causa di perdite
dolorose per la Chiesa; d'altra parte consolante promessa per il futuro è il fatto accertato che, benché i cattolici siano soltanto un quinto della popolazione, tra loro la natalità supera i due quinti della natalità australiana.
Il Governo centrale di Canberra non ha rapporti ufficiali con la Santa Sede, perché il Delegato apostolico, a norma delle prescrizioni canoniche, non è accreditato presso il medesimo Governo. Alla Delegazione apostolica dal 1947 è stato cambiato il nome in quello di Australia, Nuova Zelanda e Oceania.
Dell'evangelizzazione degli aborigeni, ormai ridotti a meno di 60.000 in A., si è molto parlato, discusso e progettato; se ne occuparono i concili provinciali e nazionali; la S. Sede, come già s'è accennato, ha eretto vicariati e missioni; sono stati fatti vanti tentativi, in diverse riprese, da diverse congregazioni religiose; Benedettini, Trappisti, Gesuiti, Missionari del Seminario dei SS. Apostoli Pietro e Paolo, Missionari del S. Cuore, Pallottini, Salesiani e clero scolare; ma i risultati furono instabili e scarsi. Attualmente vi sono in A. dieci stazioni missionarie per gli aborigeni; tre nel vicariato apostolico di Kimberley (Pallottini), due nella missione di Drisdale River (Benedettini), quattro nella diocesi di Darwin (Missionari del S. Cuore), una nella diocesi di Townville (un sacerdote secolare). Tutti insieme però gli aborigeni cattolici non superano il migliaio e circa tre volte tanti sono i catecumeni.
Secondo le ultime statistiche si hanno in A. 1,4 milioni di cattolici in 7 arcidiocesi (una per ogni Stato ad eccezione della Nuova Galles del Sud che ne ha due), e 17 diocesi, un'abbazia nullius, i vicariato apostolico ed una missione sui iuris, con 904 parrocchie e 2319 chiese. I sacerdoti sono 2455 (dei quali 80 religiosi), i fratelli 1300, le suore 10.862. Nei seminari e scolastici si preparano al sacerdozio 602 candidati. Tra le opere di carità si contano 50 ospedali, 46 orfanotrofi e 65 altri istituti ed asili. La stampa cattolica è rappresentata da 9 settimanali e 21 altri periodici.
Per la religione dei primitivi, V. PRIMITIVI, religione dei.
III. CONCILI DELL'A.
La erezione in A. di nuove diocesi, e soprattutto d'una seconda provincia ecclesiastica, quella di Melbourne (1874), fece nascere ben presto la necessità d'un primo Concilio plenario dell'A. e della Nuova Zelanda, che si adunò a Sydney dal 14 al 29 nov. 1885 rotto la presidenza del card. Francesco Patrizio Mason, arcivescovo di Sydney. Vi presero parte 15 vescovi, tra i quali un vicario apostolico, 52 teologi ed altre personalità. In 13 sessioni private e 5 pubbliche, si trattò del Concilio vaticano, della disciplina ecclesiastica, dell'educazione dei giovani e di altre questioni d'opportunità, sulle quali i padri emisero 274 decreti. Durante il Concilio si benedisse il primo seminario diocesano dell'A. Questo I Concilio plenario, i cui atti furono approvati da Roma con decreto

Australia - Collies Street, Melbourne.
della S. Congregazione di Propaganda Fide il 1° marzo 1887, apri una nuova èra allo sviluppo della Chiesa in A. e nella Nuova Zelanda.
Il II Concilio plenario ebbe luogo dal 17 nov. al 1° dic. 1895 sotto la presidenza dello stesso cardinale arcivescovo, con la partecipazione di 20 vescovi, di 2 amministratori apostolici, di 49 teologi e di altre persone. Furono tenute 14 sessioni private e 3 pubbliche, nelle quali i padri pubblicarono 344 decreti, diretti a confermare od ampliare la legislazione precedente: la Congregazione di Propaganda ne approvò gli atti con decreto del 22 genn. 1898.
Il III Concilio plenario si adunò nel 1905 sotto la presidenza dello stesso card. Moran, con l'intervento di 6 arcivescovi, 22 vescovi, di un abate nullius e di altre persone (cf. H. W. Cleary, s. V. ENCYCLOPÉDIE, II, p. 117). Alla chiusura di esso Pio X indirizzò ai partecipanti una lettera in data 29 ott. 1905 (Pii X P. M. Acta, II, Roma 1907, p. 176).
Il IV ed ultimo Concilio plenario dell'A. e della Nuova Zelanda è stato tenuto dal 4 al 12 sett. 1937, sotto la presidenza del delegato apostolico mons. Giovanni Panico, con la partecipazione di 7 arcivescovi, 23 vescovi, 22 teologi, di 16 superiori religiosi e di altre personalità. Vi furono 7 sessioni private, 3 pubbliche e 2 generali, nelle quali si trattò in modo particolare dell'adeguamento della legislazione ecclesiastica nazionale al nuovo Codice di diritto canonico, dei mezzi di sviluppare l'Azione Cattolica e di combattere il pericolo comunista. A questo fine si pubblicarono 685 decreti, disposti secondo l'ordine del CIC. I deliberati del Concilio furono approvati dalla Congregazione di Propaganda con decreto del 14 marzo 1938.
Oltre a questi concili plenari se ne sono avuti
altri. Nel 1844 il Concilio provinciale di Sydney, nel 1862 il Concilio provinciale, il I dell'A., a Melbourne e ivi pure il II nel 1869. Altri concili diocesani si ebbero a Melbourne, Maitland e Sydney.
BIML.: Acta et Decreta Concilii plenarii Australasiae I habiti apud Sydney A. D. 1855, Sydney 1857; Acta et decreta Concilii plenarii Australensis II apud Sydney A. D. 1895, ivi 1898; Concilium Plenarium quartum Australiae et Novae Zelandiae habitum apud Sydney, 4-12 septembris 1937, Manly 1939. — Inoltre: A. Landes, Le catholicisme en A., in Revue d'histoire des missions, 5 (1928), pp. 161-98; G. Rommerskirchen-S., Paventi, Elenco bibliografico dei Sinodi e Concilii Missionari, in Bibliografia missionaria, IX: 1942, Roma 1946, pp. 161-63. Corrado Morin
IV. ORDINAMENTO SCOLASTICO.
Nell'A. l'istruzione è regolata dai singoli Stati che fanno parte del Commonwealth australiano. Questi sono particolarmente intenti ad abbassare il numero degli analfabeti che sono scesi a soli 5%. Per questa ragione si dedica particolare cura all'insegnamento elementare non sempre facile da impartire a causa delle enormi distanze e scarsità delle comunicazioni. Oltre alle scuole elementari reali e full-time-schools «esistono le «Half-time-schools» dove gli scolari trascorrono soltanto una parte della giornata studiando, mentre il resto della giornata lo passano lavorando. Esistono pure le scuole elementari provvisorie, «Provisional schools», nei piccoli centri dove i bambini raggiungono il numero di 10; se questo numero non può essere raggiunto e la distanza del più vicino centro è troppo grande, l'insegnamento elementare si svolge con il sistema «House to house schools», «School with substituted teachers» e «Correspondence schools». Nel primo caso il maestro raggiunge i propri scolari con il treno, carro o con bicicletta, impartisce la lezione, corregge i compiti; nel secondo caso l'insegnamento viene curato da un sostituto del maestro che ogni tanto viene per controllare l'attività svolta dal suo sostituto; nel terzo caso l'insegnamento viene impartito per mezzo della corrispondenza. La Nuova Galles del Sud ha istituito «Travelling schools» e il Queensland due «Railway cars schools»: si tratta delle così dette scuole mobili che si spostano da un centro all'altro, si fermano da sei a otto settimane ed i bambini e particolarmente le ragazze vi imparano non solo a scrivere, ma anche le cose necessarie per la casa.
L'istruzione secondaria si divide in biennale e triennale. La prima comprende: «Farm-rural-schools» e «Higher primary small lipper classes». La seconda comprende: «Intermediate-high-schools» e «High-schools». Si tratta di scuole medie inferiori. Da quelle biennali si può accedere a «Hawkesbury Agricultural College» e da quelle triennali a «High-schools» della durata di 4 o 5 anni. Alla fine del corso si ottiene il diploma «Leaving certificate» che dà il diritto di frequentare un «Teachers College» o una delle sei università. Le università sono le seguenti: quella di Sydney fondata nel 1852, di Melbourne fondata nel 1853, di Adelaide fondata nel 1874, di Brisbane fondata nel 1893, di Perth fondata nel 1901 e di Hobart fondata nel 1980.
La emancipazione cattolica in Inghilterra nel 1830 migliorò assai le condizioni di vita dei cattolici australiani, ai quali venne permesso di fondare le scuole che vennero riconosciute dallo Stato nel 1912.
Esistono 532 «Boys-Colleges», 201 «Girls-Boarding-schools», 222 «Superior-Day-schools» e 1064 «Primary schools». L'educazione del clero è curata in 9 seminari ecclesiastici. - Vedi Tav. XXX.
BIML.: A. J. Wilberforce-H. J. Carter, The Australian Encyclopaedia, II, Sydney 1926, pp. 423-28; A. Landes, Le Catholicisme en A., in Revue Hist. des Mifs., 5 (1928), pp. 161-98; M. C. 469; Australasian Catholic Directory, Sydney 1948. — Miroslav Štumpf