BAHÁ'ISMO

BAHÁ'ISMO. - babismo (v.). I suoi seguaci credono che il misterioso «colui che Iddio manifesterà», di cui ripetutamente parlò il Báb, sia Mirzà Husejn 'Ali Nūrī, detto *Bahá' Ulláh*. Costui nacque a Teheran il 12 nov. 1817. Fu tra i primi ad abbracciare la causa babista e ne fu uno dei principali seguaci. Arrestato a Teheran in seguito all'attentato contro lo scial Nāsir ad-Dīn (1852), dopo quattro mesi fu esiliato a Bagdad con la famiglia e un gruppo di credenti. Dopo due anni di ritiro nel deserto di Suleimaniijeh (1854-57), quando già stavano nascendo delle scissioni nella comunità bábí di Bagdad, Bahá' Ulláh fu trasferito, su richiesta del governo persiano, a Costantinopoli. Poco prima della partenza, in un giardino presso Bagdad (il giardino di *Rezvān*) Bahá' Ulláh si presentò apertamente ad alcuni suoi seguaci come l'attesa manifestazione divina. Da Costantinopoli Bahá' Ulláh fu ancora trasferito ad Adrianopoli dove annunciò pubblicamente la sua missione, accolto dalla maggioranza dei bábisti. Fra questi, che da allora si dissero *bahá'*, e la minoranza, che dal suo capo Subh-i Azal, più attaccato alla lettera degli insegnamenti del Báb, fu chiamata degli *azalí*, nacquero disordini per i quali il governo turco esiliò gli azalí col loro capo a Cipro e Bahá' Ulláh e i bahá'í a San Giovanni d'Acri (*Akhá*) nel 1868. Ivi Bahá' Ulláh morì nel 1892, lasciando come suo successore e interprete dei suoi insegnamenti, raccolti in numerose opere fra le quali spiccano l' *Agdas* (il «santissimo»), il *Kitáb al-Iqān* («libro della certezza»), le *Kalimát-i Maknūnē* («parole ascolte»), ecc., il figlio 'Abbās Efendi, chiamato 'Abd ul-Bahá' (1844-1921). 'Abd ul-Bahá' viaggiò molto in Europa

e in America, fondando comunità bahá’i anche in questi paesi. Alla sua morte si designò, non senza qualche contrasto, «custode della causa» il nipote Sawqi Efendi.

La dottrina del b. è molto semplice: una pubblicazione bahá’i afferma, p. es., i seguenti punti principali: unità del genere umano (tutti siamo foglie di uno stesso albero e frutti di uno stesso ramo); indipendenza nella ricerca della verità (non accettare nulla ciecamente dagli antichi); unità fondamentale di tutte le religioni (i riti particolaristici sono nocivi alla religione e causa di inimicizie e di fanatismo); realizzazione della concordia fra gli uomini come compito essenziale della religione (se le religioni debbono essere causa di odii, meglio l’ateismo); accordo della religione con la scienza e la ragione; uguaglianza sociale (tutti sono eguali davanti a Dio, ma si ammette l’esistenza di ricchi e di poveri); uso di una lingua ausiliaria internazionale; una specie di tribunale internazionale sotto la protezione di Dio e le cui decisioni siano valide per tutti gli individui e tutte le nazioni; uguaglianza fra i due sessi; abolizione di ogni fanatismo esclusivistico, razziale, patriottico e religioso; generalizzazione e diffusione della cultura; pace universale. I bahá’i hanno conservato il calendario bábista di diciannove mesi di diciannove giorni ciascuno, più alcuni giorni intercalari. L’anno ha inizio il 21 marzo e l’ultimo mese (2-20 marzo) è mese di digiuno dall’alba al tramonto. Ogni comunità bahá’i elegge attualmente una assemblea spirituale di 9 persone (la futura cosiddetta bají al-‘adl «casa della giustizia»). Esistono una decina di feste religiose. Si raccomandano riunioni di fedeli per la preghiera: due sono i templi attualmente esistenti, uno nell’U.R.S.S. (a Isqabad) l’altro negli Stati Uniti (Wilmette, Ill.).

Il b. ha avuto una notevole diffusione anche in Occidente e specialmente in America, dove molto viaggiò ‘Abd ul-Bahá’, tenendo conferenze e scrivendo ai seguaci che lo interrogavano le caratteristiche sue «tavole» (alwá’l). Fra i più noti bahá’i occidentali si cita l’americana Laura Clifford Barney, che ha curato la pubblicazione di alcuni scritti bahá’i, e il francese H. Dreyfus.

BIBL.: H. Dreyfus, Essai sur le Béhaisme, son histoire, sa portée sociale, Parigi 1909; J. E. Esselmont, Bahá’ulláh e la nuova era (trad. Giachery), Roma 1947. Alessandro Bausani