BAJRĀM (BAYRAM). - In turco, «festa». Il calendario religioso musulmano conosce due grandi feste, la 'id al-adhā, che cade il 10 del mese musulmano di Dū 'l-hiḡāh e la 'id al-fitr, il primo giorno del mese di Sawwāl. La 'id al-adhā (festa dei sacrifici), detta in turco būyūk b. (grande festa) si celebra nello stesso giorno nel quale i pellegrini alla Mecca, ogni anno, sacrificano nella valle di Mina. Il sacrificio (di pecore, cammelli, manzi) è compiuto non solo dai pellegrini ma anche da tutti i musulmani liberi in grado di comperare un animale da sacrificare. Gli animali destinati al sacrificio devono essere di una determinata età e privi di difetti. La carne degli animali sacrificati è consumata per un terzo da chi offre il sacrificio, mentre il resto viene regalato.
La 'id al-fitr (festa della rottura del digiuno) è detta in turco kūṭūk b. (piccola festa) o ṭeker b. (festa dello zucchero) e si celebra appunto alla fine del mese di ramadān. Malgrado il nome di «piccola festa» è in realtà quella celebrata con più solennità in quanto mette fine al digiuno, particolarmente penoso d'estate.
In ambedue le feste, che di regola durano tre o quattro giorni, i musulmani si mettono vestiti nuovi, si scambiano visite, auguri e regali. Specialmente nella 'id al-fitr, si visitano i cimiteri dove alcuni rimangono per una intera notte. Ulteriori usanze popolari variano secondo i paesi. Comune ad ambedue le feste è la preghiera della festa (salāt al-'id), un po' diversa dalla preghiera rituale normale e che conserva caratteristiche più antiche e viene generalmente compiuta all'aria aperta anziché in una moschea, come avviene anche per alcune preghiere straordinarie. Alessandro Bausani