BENAGLIO, GIUSEPPE. - Teologo, vicario generale di Bergamo, ivi n. da nobile famiglia il 22 nov. 1767 e m. il 18 genn. 1836. Appena ordinato entrò nel cenacolo di eminenti sacerdoti bergamaschi (Passi, Tomini, Pallazzoli, Mutti) e vi maturò molteplici opere destinate ad arginare le correnti del secolo volteriano: i sacerdoti del collegio Apostolico (specie di Obilati diocesani per le missioni al popolo), le Scuole serali della Carità per preservare la gioventù maschile dall’irreligione e l’istituto delle Figlie del S. Cuore per la formazione delle giovani. Quest’ultima Congregazione religiosa (fondata nel 1831 con la cooperazione della b. Teresa Eustochio Verzeri) è oggi fiorentissima.
Come professore di teologia e direttore di anime il B. si oppose efficacemente alle tendenze del giansenismo. Da questa preoccupazione ebbe origine l’opera postuma Dell’attrizione quasi materia e parte del sacramento della Penitenza, secondo la dottrina del Concilio di Trento (2 voll., Milano 1846), in cui propugna l’attrizionismo, a favore del quale sostiene con vastissima erudizione che l’incipianti dirigerà del cap. 6 sessi. VI del Concilio di Trento riguarda unicamente la giustificazione extrasacramentale. Il lavoro, utile anche oggi, meritò l’elogio del Ballerini: «opus plane e gregium».
BENAGLIO, GIUSEPPE
BIBL.: R. Ballerini - D. Palmieri, Opus Theologicum Morale, IV, Prato 1900, cap. 1, n. 43; Hurter, III, 476; L. Dentella, Il conte can. G. B. e un secolo di storia ecclesiastica bergamasca, Bergamo 1930; M. Grabmann, Storia della teologia cattolica, trad. it., Milano 1939, p. 289.