BORGI, GIOVANNI, DETTO TATA

BORGI, GIOVANNI, detto TATA. - Mastro muratore, custode di orfani. N. a Roma il 18 febbr. 1732, ivi m. il 28 giugno 1798. Piissimo e ardente di carità, nelle ore libere dal suo lavoro si recava a render servigi agli infermi dell'ospedale di S. Spirito. Una sera dell'ott. 1784, passando per la piazza del Panthéon scorse sul lastricato, a dormire, dei miseri fanciulli: commosso ne portò uno, privo di genitori e di tutto, nella sua stamberga a piano terreno del Vicolo dei Cartari, dove ben presto la famiglia degli orfani derelitti, da lui raccolti, crebbe di numerò. Per provvedere agli aumentati bisogni si impose qualche ora in più di lavoro; e al lavoro, nelle botteghe del popolare rione della Chiesa Nuova, collocò i fanciulli, che lo chiamavano «Tata», babbo. L'istituzione cominciò a rassodarsi, quando mons. Di Pietro prese in affitto, per la comunità, un piano del palazzo Ruggia in Via Giulia, e papa Pio VI, successivamente, l'intero palazzo per il nascente ospizio, che dopo dieci anni contava 90 ricoverati. Nel febbr. 1798, occupata Roma dalle armate rivoluzionarie francesi, il palazzo Ruggia fu incamerato, e l'ospizio diffidato a sgombrare o pagare un fitto: ma Tata Giovanni non sopravvisse a questo colpo, e qualche mese dopo moriva improvvisamente di appolessa.

Non venne però meno la sua caritatevole istituzione: essa, aiutata dai Papi, e successivamente al 1870 anche dal governo italiano, dopo varie vicende e mutamenti di sedi, trovò nel 1926 la sua definitiva sistemazione in fabbricato proprio al Viale Ardeatino fuori Porta S. Paolo, e con R. D. 21 marzo 1935 l'approvazione del suo statuto organico, con che ebbe ufficialmente il nome di Istituto della S.ma Assunta e il carattere di Istituto di istruzione professionale.

BIBL.: A. C. L. Morichini, Di G. B. mastro-muratore detto T. G. e del suo ospizio per gli orfani abbandonati, Roma 1830; S. Fazzini, L'ospizio di T. G., ivi 1932; C. G. Boyer, Piccola storia di T. G. narrata agli alunni, ivi 1941.

Rosario Guido Tentori