CORPUS INSCRIPTIONUM. - Corpus signifi-ca raccolta generale. Raccolte generali delle iscrizioni se ne sono fatte molte per l'antichità. Di quelle che abbracciano le iscrizioni sia cristiane che pagane sono o furono di capitale importanza le seguenti:

L. A. Muratori, Novus thesaurus veterum inscrip- tionum (4 voll., Milano 1739-42), cui sequirono 2 voll. di Supplementum, di Sebastiano Donati (Lucca 1765).
Dopo questa data non solo si moltiplicarono grandi mente le nuove scoperte ma si resero sempre più sensibili i difetti delle precedenti raccolte specialmente per ciò che riguarda l'autenticità, l'attendibilità e l'esattezza dei testi. Dopo vari tentativi si venne dapprima ad un C. I. Graecarum auctoritate et impensis Academiae Litterarum regiae Borussicae, ed. Augustus Boeckh; I e II (Berlino 1828-43); III, Ex materia collecta ab A. Boeckhio edidit Joannes Franzius (ivi 1853); IV, Ex materia ab A. Boeckhio et I. Franzio collecta et ab hoc ex parte digesta et pertractata edidit Ernestus Curtius (ivi 1856) et Adolphus Kirchhoff (ivi 1859); Indices subiecti Hermannus Roell (ivi 1877). È un'opera pienamente rispondente alla fama dei suoi autori, sebbene abbia sfruttato quasi solo le fonti edite e, per quanto riguardava le cristiane, il Kirchhoff portasse la mano troppo stretta ed un'intollerabile audacia di congettura. Il crescere straordinario di nuovi materiali e il bisogno di innumerevoli rettifiche dei testi già editi indusse l'Accademia di Berlino a disegnare tosto l'edizione di un nuovo C., questa volta ristretto solo alla Grecia e all'età classica (quindi accogliendo solo in parte le iscrizioni cristiane più antiche). Ne fu direttore Adolfo Kirchhoff coadiuvato da altri famosi epigrafisti come Ulrico Köhler, Giovanni Kirchner, Guglielmo Dittenberger ed uscì dapprima in vari Corpora distinti per le varie regioni della Grecia, fusi poi insieme dal 1906 (già nel 1902 era succeduto al Kirchhoff nella direzione del C. il grande ellenista Ulrico Wilamowitz-Moellendorff) in un'unica serie di volumi sotto il titolo Inscrip- tiones Graecae editae consilio et auctoritate Academiae Regiae Borussicae (ancora in corso di pubblicazione): I-III (1873-97), iscrizioni dell'Attica (già C. I. Atti- carum, voll. I-IV); IV (1902), iscrizioni dell'Argolide; V (1913), iscrizioni dell'Arcadia, Laconia e Messenia; VII (1892), iscrizioni della Megaride e della Beozia; IX (1897-1908), iscrizioni della Focide, Locride Etolia, Acarnania, isole Ioniche e Tessalia; XI (1912-27), iscrizioni di Delo; XII (1895-1913), isole dell'Egeo; XIV (1870), iscrizioni della Sicilia, Italia e resto dell'Occidente.
Per le iscrizioni latine si discusse molto per tutta la prima metà dell'800 sul modo di comporre un C. veramente rispondente alle esigenze della scienza finché il Mommsen, con il suo volume delle Inscriptiones regni neapolitanis latinae (Lipsia 1852), mostrò come si doveva fare e chi poteva fare. A lui dunque l'Accademia delle scienze di Berlino affidò il compito e i mezzi per realizzare la gigantesca pubblicazione che uscì dal 1863 in poi in 15 voll. comprendenti tutte le iscrizioni latine ante- riori al sec. VII, comprese le cristiane (eccettuato il vol. VI), e per quanto fu possibile anche tutte quelle inedite e non mai copiate o conservate solo in copie ma- noscritte antiche. C. I. Latinarum consilio et auctoritate Academiae Regiae Borussicae editum: I, iscrizioni ante- riori alla morte di Cesare (Berlino 1863-1931); II (1869 e 1892), Spagna; III (1873-1902), Ilirico ed Oriente; IV (1871-1909), Pompei; V (1872-77), Alta Italia; VI (1876-1933), Roma; VII (1873), Britannia; VIII (1871-1916), Africa; IX (1883), Calabria Apulia Sannium Sabina Picenum; X (1883), Campania Lucania Bruttium Sicilia Sardinia; XI (1888-1922), Ammilia Etruria Umbria; XII (1888), Gallia Narbonense; XIII (1890-1933), resto della Gallia e Germania; XIV (1887-1930) Latium; XV (1890-1899), instrumentum domesticum di Roma. L'elogio del C. I. Latinarum non è più da fare. Si può dire che esso rappresenta l'opera più gigantesca e perfetta della filologia classica. Per le iscrizioni dell'Italia è in corso una nuova edizione del C. a cura dell'Unione accademica italiana: Inscriptiones Italiae (Roma 1932 sgg.).
Sebbene le iscrizioni cristiane fossero comprese nei volumi del C. insieme a quelle pagane (solo quelle della Spagna e quelle della Britannia furono da Emilio Hübner raccolte a parte in due volumi minori Inscriptiones Bri- tannicae christianae (Berlino 1876) e Inscriptiones Hispaniae christianae (ivi 1871 e 1900), tuttavia si fecero pure qua e là delle raccolte o corpora nazionali generalmente con maggior lusso di esecuzione, ampiezza di commento, e allargando i limiti cronologici del C. Primo fu Edmondo Le Blant il quale, dietro l'esempio e l'incitamento del De Rossi, pubblicò le Inscriptiones chrétiennes de la Gaule antérieures an VIIIe siècle (3 voll., Parigi 1865-92), opera piena di dottrina, con largo commento e riproduzioni grafiche delle iscrizioni. Segui Francesco Saverio Krauss, Die christlichen Inschriften der Rheinalnde (2 voll., Fri- burgo in Br. 1890-94), raccolta che arriva fino alla metà del sec. XIII e da la fotografia dei testi. Poi Emilio Egli, Die christlichen Inschriften der Schweiz von 4. bis. 9. Jahrhundert (Zurigo 1895). Ultimamente Giuseppe Vives ha rifatto la raccolta di tutte le Inscriptiones cristianas de la España romana y visigoda, comprese le monete (Bar- cellona 1942), non con la completezza di un C. propria- mente detto (omette per esempio i frammenti minori e tutta la bibliografia anteriore all'Hübner), ma superando di gran lunga la raccolta dell'Hübner e con indici copiosissimi. S. Gsell pubblicò le Inscriptiones latines de l'Angle, I, Parigi 1922, e A. Merlin le Inscriptiones latines de Tunisie, ivi 1944.
Le iscrizioni cristiane di Roma, non comprese nel vol. VI del C., dovevano essere pubblicate a parte dal De Rossi che però ne diede solo 2 voll.: I, Epitaphia certam temporis notam exhibentia (Roma 1857-61) e II, 1, Series codicum in quibus veteres inscriptiones christianae descriptae sunt ante saeculum XVI (ivi 1888).
Dopo la morte del De Rossi il compito passò a Giuseppe Gatti, che però poté solo pubblicare un Supple- mentum al vol. I (Roma 1915); morto anche il Gatti, ne fu incaricato Angelo Silvagni il quale ha finora pubblicato, in modo più succinto del De Rossi e sostituendo l'ordine topografico a quello sistematico, altri 2 voll. di una nuova serie: Nota series, I, Inscriptiones incertae originis, cioè quelle di cui non si conosce più la provenienza (Roma 1922); II, Geometria in viii Cor- nelia Aurelia Portuensi et Ostiensi (ivi 1935).
Una raccolta generale di tutte le iscrizioni cristiane fino del sec. XVIII Gaetano Marini, in ca. 10.000 numeri; ma restò imperfetta ed inedita, riassunta in quattro co- dici della biblioteca Vaticana, Vat. lat. 9071-74, di cui pubblicò poi una piccola parte Angelo Mai in Scripto- rum veterum nova collectio, V (Roma 1831). Ultimamente Ernesto Diehl ha pubblicato una raccolta amplissima Inscriptiones latinae christianae veteres, in 2 voll. con un terzo di indici (Berlino 1923-31); simile opera per quelle greche sul mondo occidentale aveva preparato Carlo Wessel, ma ne fu interrotta la stampa dalla seconda guerra mondiale.
Una raccolta generale di tutte le iscrizioni greche cristiane fu progettata dall'Homolle, che nel 1878 ne tracciò il disegno generale, determinò il metodo ed elencò i collaboratori in Bulletin de correspondance hellénique, 22 (1898), p. 410, e nel 1905 il Congresso archeologico di Atene diede la sua approvazione e formulò grandi voti, ma non se ne fece nulla. Simile progetto di una specie di Diehl greco fu pure presentato dal p. Guglielmo Jerphani al VI Congresso internazionale degli studi bizantini di Sofia nel 1935 (cf. Bulletin de l'Institut archéologique bulgare, 9 (1935), p. 129) ma restò esso pure lettera morta. In compenso sorsero qua e là vari Corpora regionali: C. Bayet, De titulis Atticae christianis antiquissimis (Parigi 1878); G. Lefebvre, Recueil des inscriptions grecques-chrétiennes d'Egypte (Cairo 1907); H. Grégoire, Recueil des inscriptions grecques-chrétiennes d'Asie Mineure (Parigi 1922); solo quelle delle sponde occidentali); C. der griechisch-christlichen Inschriften von Hellas, I, 1, Isthmos-Corinthos a cura di N. A. Bees (Berlino 1941). In gran parte raccolte di iscrizioni cristiane sono pure quelle di B. Latyschev, Inscriptiones antiquae orae septentrionalis Ponti Euxini grecae et latinae (2 voll., Pietroburgo 1885-90) e vol. IV, Supplementa (ivi 1901), e di L. Jalabert-R. Mouterde, Inscriptiones grecques et latines de la Syrie, I, Parigi 1929; II, ivi 1939; la pub- blicazione continua.
Infine il p. Giambattista Frey ha pubblicato un C. i. indicarum. Recueil des inscriptions juives qui vont du IIIe siècle avant Jésus-Christ au VIIe siècle de notre ère, 1, Europe (Città del Vaticano 1936). Il II vol., postumo, che comprenderà quelle dell'Africa e dell'Asia, è d'imminente pubblicazione.
Le iscrizioni non latine né greche dell'Italia antica sono state raccolte da A. Fabretti, C. I. Italiarum antiquioris aevi (Torino 1867-77; vol. e 3 supplem.), quelle etrusche in particolare da C. Paoli, C. I. Etrusca-rum, I, Lipsia 1893-1902. Per le iscrizioni semitiche è stato intrapreso un C. dall'Académie des Inscriptions et Belles Lettres di Parigi, con riproduzioni in fototipia dei testi C. I. Semiticarum, parte 1a, Inscriptions Phoeniciae (3 tomi, 1881 sgg.); parte 2a, Inscriptions Aramacae (3 tomi, 1889 sgg.); parte 4a, Inscriptions Hinyariticae et Sabaeae (3 tomi, 1889 sgg.).
RML: G. B. De Rossi, op. cit., pp. 1-40; E. Hübner, Römische Epigraphik, in I. Müller, Handbuch der klassischen Altertumswissenschaft, I, 2a, Monaco 1892, pp. 631-45; I. P. Watzing, Le recueil général des inscriptions latines, Lovanio 1892; W. Larfeld, Griechische Epigraphik, 3a ed., Monaco 1914, pp. 13-105; C. Kaufmann, Handbuch der christlichen Epigraphik, Früburg in Br. 1917, pp. 5-12; A. Ferrara, L'épigraphie cristiana antica e la nuova stile del Dieb, in Cfr. Cont., 1, 1923, I, pp. 248-58; id., L'épigraphie cristiana antica nell'ultimo quinquennio, in Atti del IV Congreso internaz. di Arch. cristiana, II, Roma 1948, pp. 325-34.