COSTANZA, MAUSOLEO di SANTA. - Fu costruito da Costantina o Costanza figlia dell'imperatore Costantino, come suo mausoleo, quando intorno al 337 si stabilì nel praedium sulla via Nomentana (cf. F. Savio, Costantina figlia dell'imperatore Costantino Magno e la basilica di S. Agnese a Roma, in Atti dell'Accad. delle Scienze di Torino, 42 [1907], pp. 659, 732). Elementi di recente tornati in luce possono confermare la sua utilizzazione anche a battistero. In un periodo distinto da quello della costruzione fu aggiunto il recinto ellittico speronato che limita un campo di inumazione. Trasformato in chiesa, sembra fosse restaurato al tempo di Innocenzo III; Alessandro IV vi consacrò un altare (1256). Dagli artisti del Rinascimento, che spesso lo ritrassero nei loro disegni, l'edificio era considerato un tempio di Bacco. Al principio del sec. XVII (1620) fu restaurato dal card. Fabrizio Veralli, che distrusse i resti di musaico della cupola.
La costruzione è di pianta circolare, preceduta da un atrio a forcipe; dodici coppie di colonne disposte radialmente e ad intervalli alquanto irregolari, in modo da accennare ad una croce, sono raccordate da urcate sulle quali si imposta il tamburo con ampie finestre centinate e la cupola. Quest'ultima è a nervature meridiane in laterizio collegate da un getto a concrezione. Fra il vano centrale ed il muro di perimetro corre un ambulacro

L'interno del mausoleo era decorato splendidamente: la cupola con musaici rappresentanti forse scene del Vecchio e Nuovo Testamento e il tamburo con tarsie di marmi; delle une e degli altri si hanno solo scarsi ricordi grafici del sec. XVI. I musaici della volta anulare sono conservati, se pure assai alterati dai restauri del sec. XIX; vari scomparti riprendono motivi geometrici o a fasce o a cerchi tratti dai pavimenti musivi romani e da stoffe, altri dipendono da litostrati del tipo asiroton, depurato però da ogni troppo crudo realismo; in altri ancora sono tralci di vite con busti e scene di vendemmia, evidente allusione alla «vinea Domini». Analoghe scene sono sul sarcofago di porfido di Costantina ora al museo Vaticano, proveniente appunto da questo mausoleo. I musaici, che hanno carattere decorativo, sono eseguiti ancora con gusto impressionistico e sono di soggetto neutro o con allusioni vaghe alla nuova religione. Di soggetto cristiano sono invece quelli contemporanei delle absidie con la «traditio legis» e la «traditio clavium», che sono fra gli esempi più antichi di tali soggetti. - Vedi tav. XLV.