CORTE PONTIFICIA. - Nome introdotto nel sec. XII, non esistendo prima le distinzioni tra: C. p., Corte di Roma, S. Sede e Sede Apostolica. Fin da quando esso incominciò ad usarsi fu disapprovato da molti, come, ad es., da Gerhoh, prevosto di Reichersberg (m. il 27 giugno 1169).
Lo Zaccaria scrive che cardinali, prelati e ministri formano la C. p. Ma giustamente il Moroni (s. V. *Curia romana*, in *Diz. di erudiz. storico eccle.*, XIX) fa osservare che occorre averne idee ben chiare, poiché possono nascere equivoci. Ad es., il De Luca nel cap. 1 della sua *Relatio Romanae Curiae* enumera come ultimi appartenenti alla Curia romana quelle persone che assistono e servono il pontefice, i cardinali ed i prelati e che son detti dal volgo cortigiani. La C. p., che il De Luca chiama curia aulica, non sarebbe altro che una parte della Curia romana, che ha attinenza esclusiva con la cerimonie e ritui aulici, cioè di corte. In tutto ciò, però, nulla è discorde ed equivoco, poiché questo nome può prendersi o in senso estensivo ed allora si aderisce alla formazione della C. p., quale l'espono lo Zaccaria, oppure in senso restrittivo ed allora si concorda con lo scritto del De Luca.
Non tanto l'uso di tal nome si deve disapprovare quanto l'abuso che se ne fece in seguito, quando col distinguere la C. dalla Sede romana si trovò in modo di sfogare il più triste veleno contro la Sede Apostolica. Ben si comprende come questo abuso fosse comunissimo ai tempi della riforma protestante, quando cioè i novatori inferivano contro la S. Sede, chiamata in dispregio C. di Roma.
Man mano però anche questo nome entrò nel buon uso comune e nella metà del sec. XVII Girolamo Lunadoro faceva uscire, per i tipi di Andrea Fei in Bracciano, la sua *Relazione della C. di Roma*, in cui si contengono notizie veridiche delle varie cariche, che compongono tale C. II nome, però, fu di rado usato ufficialmente. Infatti nella pubblicazione ufficiosa *La gerarchia cattolica e la fami-miglia pontificia*, edita a Roma dai fratelli Monaldi, si accenna ad esso solo quando si dàmo gli *Indirizzi dei digni-tari e primari ufficiali cardinali, prelati, laici, ecc. della c. p.* e *Curia romana*. Tale menzione fu ripetuta fino a qualche anno fa nell'Annuario pontificio, pubblicazione ufficiale della S. Sede, ma ora è scomparsa del tutto. Si trova però usata nell'art. 10 del Trattato Lateranense, e nel Protocollo tra la S. Sede e l'Italia del 6 sett. 1932, il quale dà anche un elenco delle cariche di cui è composta la C. p.