CREDITO

CREDITO. - È uno scambio di ricchezza mediante il quale si cede della ricchezza disponibile al momento presente contro una promessa di restituzione futura del valore prestato. Elemento essenziale del c. è perciò la fiducia che il debitore alla scadenza mantenga l'impegno di restituzione assunto; spesso però il c. anziché fondarsi semplicemente sulla fiducia nel mutuatario, viene cautelato da garanzie reali di vario genere: pegno su beni mobili o ipoteca su beni immobili.

Caratteristica inoltre del c. è la corresponsione da parte del debitore dell'interesse, che rappresenta il prezzo d'uso del capitale ottenuto in prestito. Durante tutto il medioevo una rigida estensione delle leggi che combatteranno l'usura impediva che sulle somme mutuate fosse percepito interesse. Attualmente se ne ammette la liceità, quale compenso per la rinuncia alla disponibilità immediata della ricchezza e per il rischio inerente ad ogni prestito, perché si è constatato che l'interesse risulta insopprimibile dal punto di vista economico, in quanto esso consente che alla limitata massa dei capitali presenti possa adeguarsi la praticamente illimitata domanda di mutui.

La domanda di c. può essere fatta o a scopo produttivo, ossia per aumentare il capitale investito nelle aziende e per incrementare quindi la produzione (c. produttivo), oppure a scopo consuntivo, vale a dire per disporre dei mezzi monetari atti ad allargare o ad anticipare dei consumi (c. consuntivo).

La principale distinzione delle diverse forme di c. ha per fondamento la lunghezza del periodo di prestito di un capitale. Si ha così il c. a breve scadenza nel caso che venga concessa una somma per un periodo non eccedente di solito l'anno, mentre i prestiti estendenti per parecchi anni, spesso fino a 15 o 20, costituiscono il c. a lunga scadenza.

L'insieme delle contrattazioni riguardanti i prestiti a breve scadenza dà vita al mercato monetario; a questo affluiscono i fondi liquidi che i relativi proprietari privati o le banche non possono investire durevolmente, sia perché si tratta di capitali dei quali hanno solo una temporanea disponibilità, sia semplicemente perché intendono mantenerti sotto la forma liquida in attesa del momento in cui impiegheranno i fondi stessi a lungo terminer. L'altezza della remunerazione spettante a chi effettua prestiti a breve scadenza è regolata dal saggio di sconto, che si eleva o si abbassa secondo che la richiesta di tale tipo di prestiti sia superiore all'offerta o viceversa.

Le contrattazioni riguardanti invece i prestiti a lunga scadenza formano il cosiddetto mercato finanziario, la funzione del quale consiste nel distribuire i capitali a quelle aziende che ne abbiano bisogno per investimenti piuttosto duraturi. L'equilibrio tra l'offerta e la domanda dei c. a lunga scadenza viene regolato dall'andamento del saggio d'interesse. Il termine «interesse», che serve a definire genericamente il prezzo di ogni tipo di prestito, si applica in maniera specifica solo a quelli a lungo termine.

Dal punto di vista pratico come da quello scientifico, tuttavia, non esiste una separazione netta ed assoluta fra mercato monetario e mercato finanziario, dato che i due mercati confluiscono l'uno nell'altro ed entrambi si influenzano a vicenda, nel senso che le variazioni del saggio di sconto e del saggio d'interesse finiscono per essere correlate.

Se per c. si intende il complesso delle operazioni che ad esso fanno capo e che da esso prendono origine, si può agevolmente determinare quali siano le sue funzioni. Torna utile qui la distinzione fra c. a breve ed a lunga scadenza. Gli organismi che esplicano l'attività creditizia a breve termine, che comprendono essenzialmente le banche di deposito e sconto o più in generale gli istituti di c. commerciale o ordinario, dopo aver raccolto i fondi liquidi e il risparmio esistente sotto forma di moneta metallica o di biglietti di banca, concedono ai depositanti ed a coloro ai quali appunto hanno concesso del c. a breve scadenza la facoltà di trarre assegni; la tipica operazione con cui queste banche concedono c. è rappresentata dallo sconto delle cambiali. In tale caso dunque la funzione del c. consiste nel sostituire alla moneta metallica, ai biglietti di banca ed alla massa delle cambiali quel particolare tipo di mezzi di pagamento che sono gli assegni. Attualmente, nei paesi economicamente più progrediti, nella composizione del medio circolante la maggior percentuale spetta agli assegni.

Le banche che esercitano il c. a lunga scadenza, alle quali si dà il nome specifico di istituti di c., raccolgono il risparmio di nuova formazione e lo convogliamo verso l'investimento nelle aziende produttrici. In questa situazione il c. compie la funzione di permettere al risparmio di trasformarsi in capitale e di distribuirsi nel più efficiente dei modi fra i settori produttivi dove maggiormente appunto sono richiesti capitali.

Una terza funzione che si può attribuire al c. è quella connessa a ciò che si chiama creazione del c. (v. BANCA). Mediante questa operazione si forniscono i mezzi monetari necessari ad incrementare i consumi o ad effettuare altri investimenti al di là di quanto sarebbe permesso dalla disponibilità del risparmio. Il criterio in base al quale viene elargito il c., facendo riferimento in particolare a quello a lunga scadenza, consiste nel tener conto della remunerazione che se ne può ritrarre, ossia dell'interesse, e dei rischi inerenti alla restituzione delle somme prestate. In relazione a tale criterio vi sarebbe

delle attività produttive che, indipendentemente da ogni considerazione di rischio, non potrebbero attingere al c. in quanto non si trovano in grado di corrispondere un interesse sufficiente. Per far fronte alle necessità delle aziende appartenenti a questi settori della produzione, in molti paesi sono venuti formandosi, sotto il patrocinio e spesso con l'aiuto del governo, speciali istituti di c.; così quelli per l'esercizio del c. agrario, del c. fondiario, del c. navale, del c. edilizio ecc., i quali in generale effettuano mutui ad un saggio di interesse inferiore a quello di mercato.

Spesso l'attività creditizia è esercitata da organismi di tali dimensioni e potenza che da parte degli organi statali si rende necessario un intervento diretto a finalità di coordinamento e di controllo. In Italia, ad es., come del resto anche altrove, si sono soppresse le banche miste data la loro pericolosità, e l'esercizio del c. a lunga scadenza è stato accertato in enti statali del tipo dell'IRI (Istituto per la ricostruzione industriale), dell'IMI (Istituto mobiliare italiano) ecc. L'esercizio del c. a lungo termine accentuato nelle mani dello Stato si è ritenuto opportuno in relazione alla particolare delicatezza della funzione di investimento. Infatti le ricerche sulle fluttuazioni economiche di carattere ciclico hanno posto in luce come i periodi di espansione siano contrassegnati e provocati, fra gli altri fattori, da un'eccedenza degli investimenti sul risparmio, mentre nelle fasi di depressione si ha un rovesciamento nel senso che la massa del risparmio è esuberante rispetto agli investimenti. Ne deriva dunque che, anche indipendentemente dalla regolamentazione adottata in Italia, gli organi pubblici non possono lasciare all'arbitrio dei singoli istituti l'esercizio di una funzione che involge l'intero andamento della vita economica nazionale. Un controllo inoltre viene rivolto ad impedire che i maggiori organismi a tendenza monopolistica intralcino e compromettano il funzionamento delle banche e degli istituti di minori dimensioni.

Man mano che il progresso economico si accresce, parallelamente aumenta l'importanza del c. e nello stesso tempo si consolida la tendenza ad un più efficace controllo di esso per migliorarne la utilizzazione ed evitare la possibilità che sia usato per scopi non in armonia con il benessere economico e sociale della collettività.

BIBL.: A. Wagner, Del c. e delle banche (Biblioteca dell'economista, 43), Torino 1886; R. G. Hawtrey, Trade and Credit, Londra 1928; L. Petit e R. De Veyrac, Le crédit et l'organisation bancaire, Parigi 1938; F. Vito, La moneta, il c. e i sistemi monetari attuali, 7a ed., Milano 1947.