DE WAAL, ANTON JOSEPH JOHANN MARIA. - N. a Emmerich il 3 maggio 1836, m. a Roma il 23 febbr. 1917. Ordinato sacerdote a Münster l'11 ott. 1862, fu mandato a insegnare nel seminario minore a Gaesdonck, il Collegium Augustinianum. Il 19 luglio 1868 venne a Roma e vi si laureò in teologia l'anno dopo. Dal Collegio S. Maria dell'Anima, dove era cappellano, il rettore (antig lo chiamò al Collegio Teutonico di S. Maria in Campo Santo; ne divenne prorettore il 23 dic. 1872 e rettore l'anno successivo, carica che tenne fino alla sua morte.
Incominciò con rinnovare la chiesa, cuore della casa, onde rinnovarla poi tutta; prima con la riforma dello statuto che papa Pio IX concesse con breve del 21 nov. 1876, poi fondando una dopo l'altra, mediante doni e lasciti, cinque cappellanie, ampliando gli edifici per ospitare un numero sempre crescente di convittori. Più ancora gli importava intanto lo spirito animatore della fondazione. Era sempre intento ad indagare le origini e vicende di tali istituzioni di Roma (Das böhmische Pilgerhaus in Rom, Praga 1873; Die Nationalstiftungen des deutschen Volkes in Rom, Francoforte 1880; Der Campo Santo der Deutschen zu Rom, Friburgo in Br. 1896), a seguire i pellegrini nel loro cammino (Die Wallfahrt zu den sieben Haupthirchen Roms, Friburgo in Br. 1870; Des Apostelfürsten glareiche Ruhestätte, Ratisbona 1873; Die Katakomben des hl. Callistus, Salisburgo 1886; Das heilige Jahr in Rom, Magonza 1900; Ein Besuch im Vatikan, Monaco 1913; Die Kirche St. Johannis ante Portam Latinam in Rom, Colonia 1914) e ad illustrare le vicende della Chiesa romana nell'ora attuale (Gedenkblätter an die Jubelfeier des hl. Vaters, Münster 1869; Erinnerungen an die Romfahrt zum Bischofsbild am Pius IX., Ratisbona 1877; Unseres hl. Vaters Papst
Leo XIII. Leben, Münster 1878; 25 Jahre in Rom von 1870 bis 1895, Hamm 1985; Papst Pius X. Lebensbild, Monaco 1903; Vom Grab Pius X. zum Throne Benedikts XV., ivi 1914). Raccolse una biblioteca per i giovani e li indirizzò nelle biblioteche di Roma, specie in quella Vaticana, e in quegli archivi che con il 20 giugno 1879 erano diventati accessibili; richiamò l'attenzione sui monumenti e scrisse anche sul famoso sarcofago di Giunio Basso (Roma 1900); formò un piccolo museo e per raccogliere i frutti di tutte le fatiche fondò nel 1887 il periodico Röm. Quartalschrift e più tardi, con A. Baumstark, Oriens Christianus e intraprese scavi a proprie spese. Nel 1892 ottenne il permesso di esplorare a S. Sebastiano la cosiddetta Platonia, dove ebbe la fortuna di trovare nel 1893 l'iscrizione in onore di a. Quirino (La Platonia ossia il sepolcro della via Appia, Roma 1892; Die Apostelfrucht ad Catacumbas an der via Appia, Friburgo 1894). Riuscì poi, sempre a sue spese, ancora nel 1915 a ottenere dalla Commissione di Archeologia sacra, di cui era entrato a far parte, ad estendere le ricerche sotto la chiesa (Gli scavi sul pavimento della basilica di S. Sebastiano sulla via Appia, in Röm. Quartalschr., 29 [1915]), rallegrandosi che si cappellano del suo Camposanto p. Styger e O. Fasiolo era riuscito di scoprire la famosa Memoria Apostolorum. Come guida di romer, scrisse il Rompilger (1ª ed., Friburgo in Br. 1888, 12ª ed., ivi 1925) e la Roma sacra (Monaco di Baviera 1905). Con cristiana carità aiutò quanti venivano d'oltr'alpe. Raccolse gli artisti, s'occupò del Geselleneverein, fondò nel 1870 il Leseverein per promuovere la cultura, diede alle giovani una casa nel Marienheim (1887), aiutò le povere donne con il Liebfrauenverein (1874), fu membro delle conferenze di S. Vincenzo, partecipò alla formazione dell'ospedale delle vuore della S. Croce (1877) e nel suo giubileo sacerdotale (1912) pensò ai vecchi e agli invalidi, destinando tutti i regali alla erezione del St. Antoniusheim. Per le sue organizzazioni scrisse vari drammi, mentre a un pubblico più esteso erano destinati i suoi numerosi racconti come Valeria (Ratisbona 1885) e i notissimi Katakombenbilder (1891); si occupò sempre della cura delle anime e promosse con grande zelo il culto dei martiri, per cui offrì la sua casa per sede ai Cultores del Collegium cultorum martyrum che presiedette per lunghi anni. Aspetto eroico assunse il suo affetto per la S. Sede quando, nella notte del 13 luglio 1881, accompagnò con i suoi cappellani la salma di Pio IX a S. Lorenzo, aprendo così il corteo. Semplice e sincero, severo ma pieno di abnegazioni e disinteressato, di mente ricca e di gran cuore godette molta stima, si guadagnò l'amicizia di insigni personaggi oltre all'affetto devoto degli alunni. Prova ne sono fra l'altro i due volumi a lui dedicati per il suo giubileo sacerdotale (Röm. Quartalschrift, Supplementheft, 19 e 20), le onorificenze da parte di imperatori e principi, la nomina a prelato domestico (1875) e protonotario apostolico (1900). Il Collegio Teutonico del Campo Santo che custodisce gelosamente la sua tomba rimarrà il suo monumento.