DELFINO. - Gli antichi ritennero questo cetaceo quale amico dell'uomo; e che seguendo esso le navi e rifugiandosi nei porti all'approssimarsi della tempesta era d'avviso ai naviganti.
Venne rappresentato molto spesso sia in monumenti pubblici che in quelli sepolcrali (sarcofagi, iscrizioni), sia nella suppellettile (lampade, ecc.); si trova tanto isolato come accoppiato, spesso insieme con il tridente o attorcigliato ad esso; talvolta a gruppi guizzanti sulle onde marine, o quale elemento decorativo o, talvolta, quale simbolo della trasmigrazione delle anime alle isole dei beati o anche semplice emblema delle acque superiori (F. CUMONT, Recherches sur le symbolisme funéraire des Romains, Parigi 1942, p. 130). Gli antichi cristiani lo hanno raffigurato con molta frequenza nelle iscrizioni sepolcrali, usando in alcuni casi pesce (v.). Come pure si incontra sovente nelle lampade o nei portalampade, negli anelli e nei sigilli, ad es., con la scritta spes in Deo (G. B. De Rossi, Bull. d'arch. crist., 3a serie, 4 [1879], tav. 9, 2).