DELATTRE, Alfred-Louis. Archeologo, n. a Deville nella diocesi di Rouen il 26 giugno 1850, m. a Cartagine l'11 genn. 1932. Entrò nel 1874 nelle Missioni dei pp. Bianchi in Africa, e, mandato poco dopo a Cartagine dal card. Lavigerie, fece d'allora dell'antica metropoli africana la sua residenza e il campo, oltre che del suo ministero religioso, anche delle sue ricerche archeologiche. Il suo nome è infatti legato all'esplorazione di Cartagine, e in particolare delle sue memorie cristiane. Si debbono a lui la scoperta e lo scavo del vasto complesso di Damus-el-Karita, poi delle altre basiliche di S. Cipriano e delle SS. Perpetua e Felicita (o basilica maiorum), nonché di tombe puniche e di monumenti pagani, come l'anfiteatro, il cosiddetto muro delle anfore, ecc.
Dai numerosi ritrovamenti nacque, nella stessa casa dei pp. Bianchi presso la Primaziale, il Museo Lavigerie, che nelle sue tre sezioni, punica, romana e cristiana, illustra tutta la storia secolare della città. Il D. ne curò il catalogo, pubblicato nella serie dei Catalogs des musées de l'Algérie et de la Tunisie (Parigi 1899-1900). Altri scritti egli dedicò all'illustrazione dei molti scavi da lui compiuti; uno alle Lampes chrétiennes pubblicato a più riprese prima nelle Missions catholiques (1880) poi nella Revue de l'art chrétien (1890-92) e in parte ripubblicato in fascicolo separato; un altro, cui diede motivo la scoperta di alcuni interessanti rilievi cartagenesi, su Le culte de la Ste Vierge en Afrique d'après les monuments archéologiques, Parigi-Lilla 4. (1907). Il rigore critico di tali scritti non uguaglia sempre il fervore che il D. aveva spiegato nelle sue ricerche. Il D. morì a Cartagine, dopo aver vista coronata la resurrezione cristiana della città, da lui con tanto ardore perseguita, dal Congresso eucaristico internazionale del 1930. Fu membro corrispondente dell'Académie des Inscriptions et Belles Lettres e della Pontificia Accademia di Archeologia (v. G. P. Kirsch, in Riv. arch. crist., 9 [1932], p. 159 sgg).