DÉVAUD, EUGÈNE

DÉVAUD, EUGÈNE. - Sacerdote, n. a Friburgo il 7 marzo 1876. Ispettore delle scuole elementari prima, fu dopo professore e direttore della scuola normale del suo Cantone. Dal 1910 fu professore di scienza dell'educazione e rettore nell'Università Cattolica di Friburgo; m. IV. nel 1944. Il D., svizzero e cattolico, trovò davanti a sé le affermazioni delle «scuole nuove» che in Svizzera avevano avuto ed hanno tuttavia accoglienza e seguaci.

Il problema che si pone il D. di fronte all'affermazione della scuola «attiva» è quello di vedere se un movimento come quello attivistico, tutto piegato, in fondo, sull'uomo «naturale», possa accordarsi con l'ordine cristiano, anzi se nell'ordine cristiano non sia implicito, senza perciò che il cristianesimo lo prenda d'accordo, il principio attivistico dell'educazione. I metodi e la loro tecnica non costituiscono tutta la pedagogia: sono forme vuote se dentro di essi non si cela un contenuto che è la nostra stessa umanità, il nostro mondo umano e religioso, che risolve il valore del mezzo (metodo) nel valore del fine.

(Dio). «Se questi punti sono trascurati, afferma il D., l'acquisto della scienza è solamente un esercizio infecundo e ingannatore». La vecchia scuola, quella che il D. chiama «passiva», si basò tutta sui mezzi, trascurando i fini della vita dell'uomo. Non diversamente però la scuola «nuova». Al D. sembra che la scuola attiva si sforzi di rendere il fanciullo spigliato materialmente senza dubbio, ma soprattutto spiritualmente. Ora, questo scopo se lo si considera come conclusione dell'educazione dell'intelligenza è insufficiente ed è fuori dell'ordine cristiano, perché «resta troppo esclusivamente unito all'adattamento dell'uomo alle realtà materiali». Il D., d'accordo con il Foerster, pensa che i metodi che educano le attitudini del fanciullo a disimpegnarsi abilmente e ad approfittare nel miglior modo delle risorse offerte dall'ambiente sono buoni, si; ma non è da essi che sgorga la maggiore forza educatrice. Questa scaturisce piuttosto «dalle grandi verità sopra-individuali, dai fini supremi chiaramente stabiliti, che congiungono l'essere passeggero e oscillante a qualcosa che sta sopra lo sforzo temporale e sopra le opinioni umane fragili e sempre mutevoli» (Foerster). La scuola deve avere per centro Dio, quale fine dell'uomo e della vita; le varie forme di scuole attivistiche hanno invece fissato, in generale, i loro piani di studi facendo centro sull'uomo, individuo e società. In una scuola attiva secondo l'ordine cristiano, quale è nella concezione del D., il maestro ha una funzione tutta particolare e tutt'altro che secondaria o negativa. Se «le vere cause della formazione intellettuale dello scolaro, sono all'esterno, la verità è all'interno: l'intelligenza, la quale, essendo ordinata alla verità, vi si porga con movimento avido e spontaneo», il maestro ha il compito di sforzarsi di presentare la verità al ragazzo in modo che la riconosca come vera, ne sia «avvinto», l'ami, la voglia, gli apra l'intelligenza, si disponga efficacemente a sottometterle persona e vita».

Opere: L'école primaire sous la République helvétique 1779-1804 (Friburgo 1904); L'enseignement de l'histoire naturelle à l'école primaire (Losanna 1909; Namur 1935); La correction des défectuosités du parler (Losanna 1911); La pédagogie scolaire en Russie soviétique (Parigi 1932); Pour une école active selon l'ordre chrétien (ivi 1934; trad. it., Brescia 1940); Pédagogie du cours supérieur (Friburgo 1935); Le système Decroly et la pédagogie chrétienne (Namur 1935; trad. II. Brescia 1940, costituisce la parte 2° del volume: Per una scuola attiva secondo l'ordine cristiano); Quarante exercices de lecture silencieuse (Namur e Losanna 1937); L'école affirmatrice de vie (Namur e Friburgo 1936); Les leçons de pédagogie d'un manuel de lecture américain (Tamines e Losanna 1939); Pédagogie à ciel ouvert: Le Chauvine Manjon et les écoles de l'Ave Maria de Grenade (Friburgo 1939).

Bibl.: A. Baroni, Per una scuola attiva secondo l'ordre cristiano, Brescia 1940, prefazione: E. Planchard, La pédagogie scolaire contemporaine, Tournai-Parigi 1948, pp. 27, 266; G. Nosenko, L'attivismo nell'insegnamento religioso della scuola media, Milano 3. a. (v. indice).