DIGNITÀ. – In senso generico le d. sono uffici ecclesiastici con annessa giurisdizione e preminenza di onore. In senso stretto e specifico sono uffici e titoli prebendali eretti nei Capitoli canonici e costituenti categoria distinta dai canonici.
Nel diritto antico le d. si distinguevano dai personati e dai canonici in quanto alle preminenze di onore accoppiavano il potere di giurisdizione di foro esterno; oggetti esse esistono come veri titoli, ma con sole prerogative di precedenza e di onore, esclusa ogni giurisdizione.
Le d. sono obbligatorie per ogni chiesa capitolare e, proprio all'inverso di quanto era previsto nel diritto antico, fanno parte di regola del Capitolo, salvo disposizione contraria degli statuti particolari (can. 393). Variano di numero e di nome a seconda delle varie costituzioni capitolari. Le più comuni sono l'arcidiacono, l'arciprete, il preposto, il primicerio e il decano. L'erezione e il conferimento di esse è riservato alla S. Sede (can. 394, 396). Il titolare almeno della prima d. dovrebbe avere, per quanto possibile, la laurea in teologia o in diritto canonico (can. 396 § 3).
Alle d., in genere, spetta, secondo l'ordine di precedenza, il diritto e il dovere di convocare, presiedere e rappresentare il Capitolo, regolare il servizio corale e vigilare sulla disciplina e sull'amministrazione patrimoniale (can. 397 n. 4). Spetta loro inoltre, sempre in ordine di precedenza, il diritto e il dovere di assistere il vescovo quando celebra pontificalmente, supplirlo nelle funzioni liturgiche delle principali solennità dell'anno, amministrargli all'occorrenza gli ultimi Sacramenti e ufficiare le «esequie solenni» (can. 397 nn. 1, 2, 3).
Per tutto il resto — servizio corale, trattamento economico, frutti prebendali, distribuzioni corali, ecc. — valgono per le d. le stesse norme previste per i capitolari in genere (v. CANONICI V; CAPITOLO).
BIM.: A. Barbosa, De canonicis et dignitatibus, Venezia 1641; Wernz-Vidal, II, p. 705 sqq., n. 657 sqq.; I. Chelod-P. Ciprioti, Ius de personis, Vicenza-Trento 1942, pp. 318-21, 324-25.