DILATA. — È la formola di risposta in uso presso le SS. Congregazioni (v. CONGREGAZIONI ROMANE, SACRE), quando ad un ricorso od istanza o ad un dubbio proposto non si possa, nel giorno stabilito per la decisione, dare una risposta né affermativa né negativa, ma si debba rinviare per qualsiasi motivo: più spesso ciò avviene quando si ritenga necessario che siano completate le prove, o che sia meglio illustrato qualche punto di diritto, o che venga sentito qualche altro consultore.
La risposta d. importa il rinvio della decisione, generalmente senza prefissare la nuova data (quando invece questa viene stabilita fin dal giorno del rinvio, anziché d. si suole rispondere iterum proponatur).
Dilemma. — Da δλς λήμμυα (doppio assunto), forma di ragionamento in cui da due o più membri di una premessa disgiuntiva si trae o una con
clusione identica, o conclusioni diverse, ma sempre a danno dell'avversario. Ad es., allo scettico che affermi l'impossibilità della conoscenza del vero si oppone: l'affermazione o è falsa o è vera; nell'un caso e nell'altro la verità può essere conosciuta. Per la sua particolare struttura e forza dialettica il d. era detto da s. Girolamo syllogismus corantus (Epist., 69, n. 2). Perché la sua efficacia sia apodittica occorre che la premessa disgiuntiva contempoli tutti i casi possibili (sit disiunctio completa), e la conclusione sia fondata su un nesso logico necessario ed esclusivo (sit consequentia necessaria): mancando la prima condizione il d. dà luogo ad «evasione»; mancando la seconda può essere subscettibile di «ritorsione».
BIM.: G. Rossignoli, Principi di filosofia, I, Roma 1905, pp. 60-61; J. Fróbes, Logica formalis, ivi 1940, pp. 242-44.