DONATO

DONATO. - Fu, non l'iniziatore, ma il capo e l'istigatore principale dello scisma africano che da lui prese il nome (v. DONATISMO).

La distinzione tra un D. (il nome era comunissimo in Africa) di Case Nere (*Casinenis*, *Casensis*) e uno di Cartagine*, entrambi vescovi donatisti, non si trova nelle fonti prima della conferenza di Cartagine del 411. S. Agostino, non senza qualche esitazione, l'accettò (*Retract., I, 20 o 21,3*) e da allora divenne tradizionale. Ma le circostanze in cui venne proposta, e il fatto che l'uno scompare precisamente quando entra in scena l'altro, hanno indotto vari moderni a dubitare di tale distinzione e a respingerla, sulle orme del Chapman; *Casae Nigrae*, in Numidia, potrebbe essere il luogo di nascita di D.

Di lui si sa ancora che scrisse un'epistola, in cui sosteneva che la sua parte era la sola a possedere un Battesimo valido; fu confutata da s. Agostino in uno scritto, *Contra epistulam Donati haeretici*, perduro. Scrisse inoltre un trattato *De Spiritu Sancto* che s. Girolamo (*De vir. ill., 93*) e s. Agostino (*De haer., 69*; cf. *Epist.* 185 o *De corrept. Donatist., I, 1*) ritengono arriangeggiante, o comunque non precisamente ortodosso nei riguardi del dogma trinitario: D. avrebbe affermato «che il Figlio è minore del Padre, e lo Spirito Santo minore del Figlio» («quamvis eiusdem substantiae, minorem tamen Patre Filium et minorem Filio putasse Spiritum Sanctum»).

È abbastanza probabile che D. facesse qualche concessione all'arianesimo, o al seminariansimo dei vescovi orientali, per corrispondere in qualche modo al gesto del conciliabolo di Filippopoli, che aveva diretto anche a D., quale vescovo di Cartagine, la propria lettera sinodale; ma che cosa pensasse esattamente ed a quale tra le molte formule di fede elaborate intorno al 350 intendesse aderire, è difficile, se non impossibile, precisare ora.

BIBL.: J. Chapman, *Donatus the Great and Donatus of Casae Nigrae*, in *Revue bénédictine*, 26 (1909), pp. 13-23. Alberto Pincherle