ECCE HOMO

« ECCE HOMO ». - Parole pronunciate da Pilato (Io. 19, 5), presentando Gesù al popolo dopo la flagellazione.

I. ARCO DELL' E. H. - È così detta in Gerusalemme fino dal sec. xvi la parte centrale di un arco a tre fornici, che all'inizio della via dolorosa sormonta la strada con i lati inserrati in costruzioni private. Esso fu introdotto nella storia del processo di Gesù perché ritenuto la porta d'ingresso al preto-

(fot. Anderson)

« ECCE HOMO » - Dipinto di Andrea Solari (prima metà del sec. xvi). Milano, Museo Poldi Pezzoli.

rio, da dove Pilato avrebbe mostrato Gesù al popolo pronunciando quelle parole. Due grandi pietre, sulle quali, si diceva, si sarebbero trovati Gesù e Pilato al momento della condanna o dell'E. H. si mostravano murate al sommo dell'arco.

Nel 1878 l'arco più piccolo o fornice settentrionale fu racchiuso nella basilica, d'austera eleganza, detta dell'E. H., e ne incornicia armoniosamente l'abside. Quello meridionale andò perduto e utilizzato in costruzioni private. Quantunque gli archeologi ascrivano l'arco al sec. II e III e lo identificino con la porta orientale di Elia Capitolina, pure essi gli riconoscono il merito d'aver conservato nei secoli la tradizione sul processo di Gesù alla fortezza Antonia, posta a nord del Tempio, e di cui si sono ritrovate recentemente vestigia con la porta a duplice arco e l'ampio cortile o litotroto (Jo. 9, 13), nelle fondamenta e nelle odiacenze dell'arco romano dell'E. H.

BIBL.: H. Vincent, L'Antonio et le Prétolre, in Revue biblique, 42 (1933), pp. 87-113; D. Baldi, Enchiridion Locarum Sanctorum, Gerusalemme 1935, p. 760. Donato Baldi

II. ICONOGRAFIA

Tra le scene della Passione quella dell'E. H. ha avuto la meno antica definizione iconografica. Infatti è molto improbabile che si possa riconoscere, come ha voluto qualche studioso, in figurazioni anteriori al tardo medioevo la scena nella quale il Cristo, coronato il capo di spine con evidenti i segni della fustigazione nelle carni, avendo tra le mani una canna a mo' di scettro e sulle spalle un drappo rosso a fingere la porpora regale, viene mostrato da Pilato al popolo.

Tale figurazione infatti appare per la prima volta in forma ben determinata nella miniatura medievale germanica (Codex Egberti, vescovo di Treviri dal 977 al 993) e quindi frequentemente nella scultura e pittura nordica del sec. XV, e basti citare il dipinto con l'E. H. appartenente alla scuola di Westfalia che è nella Galleria nazionale di Londra ove si vede Pilato intento a lavarsi le mani e il Cristo sospinto da agherri in piedi accanto a lui, tra soldati e manigoldi. Il tema si definisce meglio durante il XVI sec., in quadri ed incisioni, e viene assunto anche dall'arte italiana che ne lascia testimonianze insigni, tanto per citare qualche esempio, nei dipinti di fra' Bartolomeo, del Cigoli, e del Sodoma nella Galleria Pitti di Firenze e nelle pitture di Varallo, opera di Gaudenzio Ferrari.

Collegato allo svolgimento di questo tema, che durante il XIX sec. ebbe la sua più caratteristica espressione nel quadro famoso del Ciseri che è nella Galleria d'arte moderna di Firenze, è l'altra figurazione, ugualmente detta dell'E. H., costituita dalla sola immagine pietosa del Cristo isolato, quasi sempre a mezza figura, ugualmente con il capo coronato di spine. Il corpo flagellato, mentre tra le braccia, strette ai polsi da lacci o catene, oltre o invece della canna, ha un fascio di verghe e la frusta della fustigazione.

Anche questa immagine, frequentissima durante il XV sec., e non solo nei paesi nordici, assume particolare

diffusione durante il Cinquecento e più nel Seicento con il diffondersi dello spirito naturalistico logicamente incline al favorevole propagarsi di un tale tipo iconografico. - Vedi tav. I.

BIBL.: K. Künste, Ikonographie der Christlichen Kunst, I, Friburgo in Br. 1928, pp. 437-40. Emilio Lavagnino
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“ECCE HOMO.” Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), p. 42. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/ecce-homo.