ERA

ERA. — Moglie di Zeus, una delle più importanti divinità greche. La sua natura è discussa: che sto- nica, o della luce lunare, o dell'aria e delle tempeste atmosferiche, o della fecondità femminile, o la «dea sposa».

Generalmente è considerata originaria dell'Argolide; una recente ipotesi ne fa la divinità domestica dei so- vrani micenei di Argo, da Argo si sarebbe diffusa nel Peloponneso, principale sede del culto, e in tutta la Grecia. Santuari importanti furono, oltre l'Ereo di Argo, dove nelle Ere e si avevano gare di cavalieri con in primo uno scudo, quelli di Olimpia, di Samo dove aveva feste con processioni di uomini armati e agoni di fanciulle, e Italia quelli del promontorio Lacino presso Cro- tona e di Posidania. Fu venerata principalmente come simbolo della dignità femminile e del matrimonio; a primavera si celebrava il ricordo delle sacre nozze con Zeus.

BIBL.: L. R. Farnell, The cults of the great states, I, Ox- ford 1896, pp. 179 ssg.; S. Eitrem, s. V. Wissowa, VIII, col. 369 ssg.; U. V. Wilamowitz-Moellendorf, Der Glaube der Heißen, I, Berlin 1931, p. 237 ssg.; B. Pace, s. V. in E. Itali, XII (1932), p. 169 ssg.; U. Pestalozza, Boetius fóviva schichte der Griechischen Religion, I, Monaco 1941, p. 400 ssg. Per l'Italia meridionale: G. Giannelli, Culti e miti della dogma Grecia, Firenze 1924, p. 144 ssg.

ERA. — È un momento fissato nel tempo, varia- bile da popolo a popolo e corrispondente a qualche grande avvenimento religioso o nazionale, preso come punto di partenza per il computo degli anni.

1. È delle Olimpia, — Gli storici greci non hanno sentito profondamente l'esigenza di un criterio crono- logico uniforme nelle loro narrazioni: Tucidide stesso contava gli anni tanto dalla guerra di Troia come dalla battaglia di Maratona; inoltre ogni Stato greco aveva un calendario proprio ed una sua e, che difficilmente si poteva far corrispondere a quelle degli altri Stati. Tutavia un termine, più o meno comune a tutti i Greci, si trovò nel riferimento a una delle quattro grandi feste nazionali: olimpiche, nemee, istroniche e pitiche, e più precisamente alle prime, che prevalsero sulle altre, es- sendo più antiche di ca. due secoli.

Dopo che lo storico siciliano Timeo (m. ca. 250 a. C.) se ne servì nei suoi Σταλταξ, l'è. delle Olimpia di fu generalmente usata dagli scrittori greci, ma presso i Vati storici appaiono, nell'uso documentario, il sistema di contare gli anni dalla serie dei magistrati eponimi: dei re a Sparta, degli arconti ad Atene così via.

L'Olimpia era costituita da un periodo di quattro anni, che venivano computati come I, II, III, IV, di ciascuna Olimpia. È da avvertire che l'anno dell'Olim- pia è stata cominciata con il plenilunio che precedeva o se- giù il solstizio d'estate: pertanto, alternandosi il suo ritmo tra il laglio e l'ag. ogni anno di Olimpia cor- rispondeva alla seconda metà di un anno romano o cri- stiano, ed alla prima metà di quello successivo.

I cronografi cristiani posero la nascita di Gesù nel IV anno della Olimpia 1944, cosicché la I Olimpia di risalette al 776 a. C.

L'è. olimpica fu abolita da Teodosio il Grande nel 395 d. C. Si trova però ancora, fino al sec. X, la pa- rola «olimpia» come sinonimo di «quadriennio» nella datazione di qualche documento (Olimpia IV regni mei: cioè «nel sedicesimo anno del mio regno»).

II. È di Roma. — A Roma, accanto alla datazione costante (v. ANNO CONSOLARE), si usò dagli storici, ma non dei documenti, computare gli anni dalla fondazione di Roma. Tale data però, pur rimanendone fisso il giorno (22 apr.), oscilla per l'anno da autore ad autore (per Cicone Alimento il 728 a. C., per Cicerone il 754, ecc.). Infine prevalsero la data di Varrone, 753 a. C., e quella cronaca o dei Fasti capitolari, 752 a. C.

Il computo varionano fu il più usato dagli storici ed accettato anche dai moderni, per datazioni in forma solenne di documenti emanati dal Campidoglio.

III. È ANNO PROVINCIALE, DELLA MAURETANIA. — La numerazione parte dal 39 d. C. Nelle iscrizioni viene indicato con una. prov. o ann. p. o ann. p. Quindi per avere il computo moderno occorre aggiungere 39 unità.

del'89o e del 96i. Alla fine del sec. IX compare anche nei documenti imperiali, dove si afferma nel secolo successivo; negli atti pontifici compare con Giovanni XII nel 968. Il suo uso non fu però uniforme, variando la data di inizio dell'anno e seconda dei vari stili (v. anno, inizio dell').

VIII. È. DELLA PASSIONE. - Usata in alcune carte francesi fino al sec. XI, data gli anni a partire da un'epoca che varia fra il 31 e il 34 d. C., prendendo come punto di riferimento la crocifissione di Gesù Cristo. In pratica fu spesso confusa con l'è. cristiana.

IX. È. MAOMETTANA. - Ha inizio il 10 luglio 622, data della fuga di Maometto a Medina (égim), e segue il calendario islamico basato sugli anni lunari, di 10 o 11 giorni più corti dell'anno solare; di conseguenza 33 anni dell'egira corrispondono a 32 dei nostri.

La corrispondenza esatta di un anno dell'è. maomettana con quello dell'è. cristiano non può trovarsi quindi se non riferendosi a tavolo cronologico.

L'uso di tale è. è. ritrovo, oltre che in documenti arabi, anche in versioni latine o volgari di carte o di testi arabi.

Bibl.: in generale: E. Brinckmeier, Praktisches Handbuch d. historischen Chronologie, Berlino 1882, pp. 10-62; F. Ruhl, Chronologie der Mittelalter und der Neuzeit, Berlino 1897, pp. 130-266; A. Giry, Manuel de diplomatique, nuova ed., Parigi 1925, pp. 88-93; A. Cappelli, Cronologia e calendario perpetuo, 2a ed., Milano 1930; C. Paoli, Diplomatica, nuova ed., a cura di G. C. Bascapé, Firenze 1942, pp. 162-214; S. Sulle, Le drame classico: [W.] Kubitschek, Aero, in Pauly-Wissowa, I, coll. 606-606; Bischoff, Kalender, ibid., X, II, coll. 1568-1602; L. Ziehen, Olympia, ibid., XVIII, I, coll. 1-3; W. Kubitschek, Grundriss der antiken Zeitrechnung (Handbuch der Klassischen Altertumswissenschaft), I, 7), Monaco 1928. Sull'ed. di Spagna: I. Vives, Über Ursprache und Verbreitung der spanischen Aero, in Histor. Jahrbuch, 58 (1938), pp. 97-105; id., Inscriptions cristianes de la Espagne romana y uzisgoda, Barcelona 1922, pp. 177-190; A. Ferrara, Tombe che parlano, in Cie. Catal., 1943, IV, pp. 97-99 e 166-171. Sull'ed. maomettana: R. Campani, Calendario arabo, Modena 1914; [F.] Wüstenfeld-E. Malher, Verglückungs-Tabellen der romanischen Geschichte und christlichen Zeitrechnung, 2a ed., Lipsia 1926.

Carmelo Trasselli-Alessandro Pratesi