FRANCESCO I D'AUSTRIA (II COME IMPERATORE DEL SACRO ROMANO IMPERO)

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FRANCESCO I d'Austria (II come imperatore del Sacro Romano Impero). - N. il 12 febbr. 1768 a Firenze, m. il 2 marzo 1833 a Vienna. Figlio primogenito di Pietro Leopoldo granduca di Toscana (salito sul trono imperiale nel 1760 quale Leopoldo II) e di Maria Luigia di Spagna, era destinato fin dal 1769 (quando Giuseppe II alla morte della sua seconda moglie espresse la volontà di non più sposarsi) al governo degli Stati austriaci. Nel 1774 l'educazione del giovane F. fu affidata al conto Colloredo. Lento di comprensione, di carattere chiuso e diffidente, spatio ed indifferente, privo di fantasia e d'immaginazione, non mutò tali sue caratteristiche nemmeno al contatto diretto con l'imperatore Giuseppe II, il quale nel 1784, in qualità di erede al trono, l'aveva fatto venire alla Hofburg di Vienna e vivamente si interessava della educazione e degli atteggiamenti del nipote. Morto lo zio nel 1790, F., dopo la brevi parentesi imperiale del padre che durò non più di due anni, ottenne il governo degli Stati austriaci.

I tempi erano oltremodo difficili. Gli avvenimenti francesi avevano determinato negli ambienti viennesi molta incertezza nella linea politica da seguire verso Parigi. Infine fu deciso l'intervento, ma, dopo qualche successo iniziale, le truppe imperiali dovettero sgombrare i Paesi Bassi austriaci. La prima coalizione e concluse nel 1797 con il Trattato di Campoformio che costò a F. la perdita dei suddetti Paesi Bassi della Lombardia, ma gli procurò l'acquisto della Repubblica di Venezia. Le disposizioni della pace di Lunéville (1801), che pose termine alla seconda coalizione, annullarono pressoché del tutto la posizione egemonia dell'Austria Germana e la pace di Bratislava (1805), dopo la disfatta di Austerlitz, costò a F. non solo la rinuncia di territori ottenuti a Campoformio ma pure di alcune terre austriache. Deposta il 6 ag. 1806 la corona del Sacro Romano Impero, F. tentò ancora una volta la sorte delle armi nel 1809, con esito non più fortunato delle precedenti. Per salvare il salvabile, diede l'anno successivo in sposa Napoleone la figlia Maria Luisa. Contemporaneamente affidò il direzione degli affari esteri al Metternich, il quale sollevò lentamente l'Austria dal baratro in cui era precipitata e contribuì grandemente alla caduta del Bonaparte. Con il Congresso di Vienna l'imperatore F. acquistò l'egemonia nella penisola italiana e riottenne il prestigio perduto in Germania. Nelle relazioni con la Chiesa cattolica con la S. Sede F. era propenso ad eliminare di comune accordo, mediante un concordato, i punti controversi, ma le forti resistenze provenienti da ambienti giuseppinisti resero impossibile la realizzazione di tale desiderio. Assai riprovevolve fu in ogni modo, p. es., la condotta del gabinetto imperiale così nei riguardi del Conclave di Venezia, come rispetto al nuovo papa Pio VII, il quale incontrò ogni sorta di ostacoli nel giusto desiderio di trasferirsi a Roma.

Bibl.: C. Wolfgraber, Franz I., Kaiser von Österreich, Vienna 1899; J. A. Pfeiffer, Kaiser Franz I., von Österreich und die Stiftung des lombardo-voetnäumischen Königreichs, Innsbruck 1901; V. Bihl, Kaiser Franz, der letzte römisch-deutsche Kaiser, Lipsia 1937 (trad. franc., Parigi 1936). Per le relazioni con la Chiesa cf. J. Schmidtlin, Papstgeschichte der neuesten Zeit, I, München 1933, passim.