GERARDO da CREMONA. - Traduttore medievale, n. a Cremona nel 1114, m. nel 1187. Tradusse opere scientifiche e filosofiche dall'arabo in latino
e fu uno dei primi e più efficaci artefici del progressivo contatto del medioevo latino con la cultura, araba, ebraica e greca. Compiuti i primi studi in patria, si recò giovanissimo a Toledo e qui svolse la sua attività, prima discepolo, poi collaboratore, infine principale esponente della celebre scuola di traduttori, promossa dall'arcivescovo Raimondo.
Fra le 70 e più opere, filosofiche, scientifiche, matematiche, tradotte da G., di capitale importanza per lo sviluppo della filosofia medievale sono la Physica di Aristotele, il De coelo et mundo, i primi tre libri delle Meteore (il quarto era già stato tradotto dal greco da Enrico Aristippo, m. 1162), il De gener. et corr., gli Anal. post. con il commento di Temistio, lo pseudoristotelico Liber de causis (compilazione araba tratta dall'Elementatio theologica di Proclò). Elementi costitutivi della stessa scienza medievale sono le traduzioni del Canone medico di Avicenna, degli Elementi di Euclide, dell'Almagestio di Tolomeo (già tradotto dal greco, in Sicilia, verso il 1160, mentre la versione di G. fu terminata nel 1175). Tradusse inoltre scritti di Alessandro d'Afrodisia, Archimede, Ippocrate, Galeno, al-Kindi, al-Fārābī, Isaac Israeli, ecc.