Enciclopedia Cattolica vol. VI, 1951 Letterature

GIORDANI, PIETRO

English Cita

GIORDANI, PIETRO. - Scrittore, n. a Piacenza il 1° genn. 1774, m. a Parma il 14 sett. 1848. Compiuti gli studi di filosofia e di legge a Parma, raggiunse il fratello nel monastero benedettino di S. Sisto a Piacenza. Già suddiacono, nel giugno del 1800 uscì dall'Ordine e si impiegò come segretario del governo provvisorio delle Alpi Apuane; tre anni dopo chiese ed ottenne la dispensa dai voti.

Tentò vari uffici; nel 1808 fu pro-segretario dell'Accademia di Belle Arti di Bologna, ma nel 1815 per le sue idee liberali venne espulso; a Piacenza, dove si condusse, confortato dalla cospicua eredità paterna, per uno scritto inopportuno fu dalla duchessa Maria Luisa mandato in esilio; da Firenze nel 1830 fu cacciato dal granduca insieme col Poerio; a Parma nel 1834 fu carcerato. Nonostante queste avventure, il G. visse il suo ideale del perfetto scrittore, fedele alla tradizione della lingua « buona e bastante » dell'aureo Trecento, nelle prose elaboratissime e sazi dei suoi panegirici (Allo imperatore Napoleone; Ad Antonio Canova), nei discorsi (Per le tre legazioni riacquistate dal Papa; Della religione in Italia, opera incompiuta contro il papato, Degli improvvisatori e dell'ordine dello studiare la storia e della tortura data a Galileo), nei lavori di filologia (Istruzioni a un giovane italiano per l'arte di scrivere; Dei volgarizzatori trecentisti; Degli studi degli Italiani nel sec. XVIII), nelle polemiche (Il peccato impossibile) contro i teologi, nelle traduzioni e nelle epigrafi meritamente famose. Ostile alla Chiesa, ebbe tuttavia lodi per il valore religioso dell'opera del Manzoni, e degnamente rivalutò i grandi scrittori gesuiti del Seicento: Bartoli, Segneri, Pallavicino. Fu piuttosto il mito della parola la sua cosiddetta religione, il culto cioè della pura bellezza formale e di una sobria e armoniosa eloquenza, la quale sovrasta e designa, ancora oggi, la sua vasta opera frammentaria, che godò, tra l'altro, l'ammirazione grandissima del Leopardi (di cui il G. fu intimato amico e rivelatore) e del Carducci. Sono all'Indice donec corrigatur le Opere (decr. 5 sett. 1825) e l'Epistolario, edito da A. Gussalli (decr. 7 apr. 1856).

Bibliografia6 opere
BIBL.: Opere, a cura di A. Gussalli, 14 voll., Milano 1854-1863; Le Lettere, 2 voll., Bari 1837. Studi: I. Della Giovanna, P. G. e la sua dittatura letteraria, Milano 1882; G. Capasso, La giovinezza di G. P., Torino 1866; S. Fermi, Saggi giordaniani, Piacenza 1915; G. G. Ferrero, Prosa illustre dell'800, P. G., in Riv. di sint. lett., 3 (1937), pp. 347-70; F. Flora, Storia della lett. ital., III, parte 1°, Milano 1948, pp. 116-26.

Giovanni Fallani

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Di Giovanni Fallani

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. VI (1951), col. 433.

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vol. 6, coll. 433–434

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Fallani, Giovanni. “Giordani, pietro.” In Enciclopedia Cattolica, vol. VI, col. 433. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951. https://azioneromana.com/it/article/giordani-pietro.

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Fallani, Giovanni. “Giordani, pietro.” Enciclopedia Cattolica, vol. VI, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951, col. 433. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/giordani-pietro.

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