GOMAR, FRANÇOIS

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GOMAR, FRANÇOIS. - Teologo protestante belga, n. a Bruges il 30 genn. 1563, m. a Groninga l'11 genn. 1641. Studiò prima a Strasbourg e a Neustadt, poi teologia ad Oxford sotto John Reynold e con William Whitaker a Cambridge, ove conseguì nel 1584 il baccellierato, addottorandosi più tardi ad Heidelberg. Nel 1593, dopo essere stato per sei anni pastore della Chiesa riformata fiamminga di Francoforte sul Meno, ottenne una cattedra di teologia a Leida, ove nel 1603, morto F. Junius, ebbe

per collega Giacomo Arminio, con il quale presto ingaggiò una lotta senza quartiere che condusse alla divisione della Chiesa olandese in due fazioni fra di loro ostili.

Causa della lotta furono le ARMONIO (v.) sulla predestinazione, che il G., calvinista fervente, avversò con vigore tracciando Arminio di pelagianesimo. La lotta si estese ben presto ai loro seguaci, dando luogo al formarsi di un partito gomarista, successivamente detto anche dei controrimorostranti, in opposizione ad un partito arminiano detto dei rimostranti, le cui contese andarono tanto oltre da rasentare quasi la guerra civile. Perfino il governo dovette intervenire, ordinando pubbliche discussioni, che però non giunsero alla conciliazione.

Nepupre la morte di Arminio (19 ott. 1609) riuscì a sedare le parti, anche perché a succedergli sulla cattedra fu chiamato un suo amico, professante gli stessi principi, Corrado Vorstius, la cui nomina era stata da G. con ogni mezzo ostacolata. Sdegnato per non esser riuscito ad impedirla, G. si ritirò a Middelburg (1611), ove si dedicò alla predicazione ed all'insegnamento della teologia e dell'ebraico. Nel 1614, accettata la cattedra di teologia nella facoltà di Saumur, rimase in Francia fino al 1618; rientrò quindi in Olanda, come professore di teologia e di ebraico a Groninga, carica che tenne fino alla morte. Partecipò al Sinodo nazionale di Dort (Dordrecht; 13 nov. 1618 - 29 maggio 1619), indetto dallo Stadtholder Maurizio di Nassau, schieratosi con i gomaristi, e presieduto da Giovanni Bogermann, già suo alleato all'inizio delle polemiche contro Arminio. Nel Sinodo G. si adoperò accantamente a far condannare le teorie arminiane. Nel 1633 collaborò alla revisione, fatta a Leida, della versione fiamminga del Vecchio Testamento, comunemente citata sotto il nome di Bibbia olandese.

Uomo di vasta cultura, benché di scarsa sensibilità critica, il G. ha lasciato un'abbondante produzione letteraria, sia teologica che egregia: Francisci Gomari opera theologica omnia, maximam partem posthuma, suprema authoris voluntate a discipulis edita, 3 voll., Amsterdam 1644; 2a ed., ivi 1664.

Bibl.: J. Regenboog, Historie van de Remonstranten, Amsterdam 1774; Ph. Schaff, A history of the creeds of Christendom, III, Nuova York 1884, p. 551 sgg.; J. Forget, s. V. in DTHC, VI, coll. 1877-80; G. P. van Itterzon, F. G., L'Aia 1920.

Nicolò Del Re