GRIESBACH, JOHANN JAKOB

GRIESBACH, Johann Jakob. - Teologo protestante tedesco, n. a Butzbach il 4 genn. 1745, m. a Jena il 24 marzo 1812. Fu professore per il Nuovo Testamento a Halle (dal 1773) e a Jena (dal 1775). «Uomo di sommi talenti, sobriissimo giudizio e di massima diligenza» (Gregory), lavorò sulla questione «sinottica», parola da lui creata. Si distinse per i suoi lavori di critica testuale del Nuovo Testamento.

Non risparmiando viaggi, anche in Inghilterra e in Francia, fece una raccolta preziosa di lezioni varianti tratte da manoscritti, dalle traduzioni e citazioni antiche, particolarmente da Origene. Dopo che il principio fondamentale di classificare i manoscritti in famiglie fu introdotto da Bengel nella critica testuale del Nuovo Testamento, Semler e il suo discepolo G. spinsero avanti queste ricerche. G. distinse le tre famiglie: alessandrina, occidentale e costantinopolitana. Fece notare che non basta classificare i codici, ma che anche le parti dei codici possono appartenere a varie famiglie. Elaborò il principio normativo che fra più varianti è da preferire quella che è appoggiata da due famiglie, squalificando con ciò la grande massa dei manoscritti della famiglia costantinopolitana (textus receptus) ed aprendo il cammino a una restituzione più obbiettiva del testo. Fece varie edizioni del Nuovo Testamento greco, più volte ristampate. Il suo giudizio maturo e finale sul testo si trova nella editio minor del 1505 (Gregory).

Bibl.: J. C. W. Augusti, Über G. Verdieste, Breslavia 1812; C. R. Gregory, Textkritik des N. Test., Lipsia 1909, p. 910 sq., 935 sqr.: anon., s. V. in DB, III, col. 348 sq. Ernesto Vogt