HALLESISMO

HALLESISMO. - Il commerciante genovese Agostino Maria Trucco (1865-1940) chiamò Hallesint (da Halles = mercati alimentari, e int = internazionali) un suo progetto di consorzio per gli scambi: da cui il nome di h., attribuito dalla pubblica voce alla dottrina e al movimento culturale e realizzativo (scuola economica italiana) che ne seguirono allo scopo di fare dell’economia applicata una scienza positiva, capace di soluzioni autonome ai problemi che le sono propri.

Leggi di tale scienza sono principalmente le unificazioni contrattuali nascenti dagli usi o precorse dall’intelligenza, che storicamente segnarono sempre il progresso economico negli scambi, nell’assicurazione del risparmio, e nella circolazione delle monete e dei simboli. Sulla via di un ulteriore perfezionamento e unificazione di questi contratti deve quindi trovarsi la soluzione delle attuali questioni sociali: esse sono, in realtà, unicamente questioni morali ed economiche, da risolvere rispettivamente con mezzi morali e con mezzi economici.

Questi ultimi sono da riconoscere non già negli espedienti di politica economica cui sono costretti i governi (calmieri, prezzi politici, dogane, dumping, controlli, ammessi, premi, ecc.): bensì nelle innovazioni di tecnica contrattuale capaci di suscitare, facilitare e garantire la formazione del risparmio, la razionale distruzione dei capitali e l’apertura degli sbocchi commerciali, con cui unicamente si realizzano il diritto al lavoro e il giusto prezzo, cioè la giustizia sociale.

Tali innovazioni scaturiscono principalmente dal riconoscimento che le tre specie di beni tra cui lo scambio si opera, cioè i beni passati, presenti e futuri, non pre-sentano, come è indispensabile, un egual grado di com-mercialità. Difatti i simboli dei beni futuri offerti dall’impresa non trovano, a causa dei rischi che li accompagnano (d’investimento, di immobilizzazione e di svalutazione), specialmente tra piaghe geografiche lontane, il collocamento proporzionale alle rispettive capacità di risparmio e d’incremento produttivo. Da ciò la faticosa e disordinata formazione di capitali nuovi e, soprattutto, la riduzione dei consumi, che rendono necessari gli espedienti delle politiche economiche.

Le proposte pratiche, già affioranti in più di un tentativo di organizzazione economica mondiale, si concentrano nella unificazione del contratto di scambio, da realizzarsi, in una prima fase, nel campo creditizio e monetario, ad opera di un ente intermediario-contraente con carattere giuridico di fondazione universale, agente attraverso gli istituti bancari già esistenti, con elevati-simo grado di automaticità, sul tipo dell’unione postale universale. Utilizzare i suoi servizi sarà libero e volontario.

Tale fondazione emetterà, in forza di apposita convenzione stipulata con i singoli governi (i cui rappresentanti costituirebbero il consiglio generale) due titoli standard: uno di investimento (cartelle fruttifere); l’altro di pagamento (assegni infruttiferi), ambedue illimitatamente vendibili e rimborsabili. Con la vendita delle cartelle si estingueranno gli assegni, mentre con l’equivalente monetario di questi verranno acquistati titoli pubblici e industriali (a scopo patrimoniale e non di rivendita, a differenza delle trustees) e si faranno depositi bancari a copertura della circolazione delle cartelle, trasformando il reddito greggio degli investimenti in reddito raffinato, cioè esente da rischi.

Il sistema, caratterizzato da un funzionamento de-centrato e automatico e da specifiche provvidenze atte a disciplinare in ogni luogo e tempo la velocità della circolazione monetaria, libera le oscillazioni dei prezzi da interferenze arbitrarie, eliminando le cause fondamentali della lotta di classe e del vincolismo economico, rispettivamente costituite dalla svalutazione monetaria e dalla diversa altezza dei prezzi reali del lavoro nei vari paesi.

Il disordine monetario ed economico ha così gravemente compromesso la pubblica e la privata moralità, che una rinascita spirituale appare oramai strettamente connessa a un ordinamento razionale del credito e degli scambi. Mettere il risparmio di tutti a disposizione di tutte le buone volontà di lavoro, è forse, oggi, l’atto di giustizia e carità sociale più illuminato ed urgente.

BIBL.: Tra le opere di A. M. Trucco, costituenti la Biblioteca Hallesint: la carriera dell’umanità, Milano 1910; La separazione dell’economia dello Stato, Roma 1916; H. H. von 1920; Fondamenti di legislazione economica applicata, in 1920; La ideale moneta di conto, in 1924; Resurrezione della moneta di conto, in 1929. Cf. inoltre: N. Manetti Cusa, H. H. von 1937; id., Economia nazionale, in 1946; M. Baroni, Il microbo della guerra, in 1944; id., Il Vangelo oggi, in 1947; G. Di Domenico, Il piano hallestista di rinnovamento economico, in 1944; S. Fiorenzano, Roma o Bretton Woods, in 1945; A. Peroni, Corso di economia sociale nazionale, Milano 1949.