HITLER, ADOLF

HITLER, ADOLF. - Uomo politico tedesco, n. il 20 apr. 1889 a Braunau, ai confini dell'Austria con la Germania, m. il 30 apr. 1945 a Berlino. Si recò a

Vienna per studiare architettura ma, sfornito di licenza di scuola media, fu costretto a guadagnarsi la vita facendo il disegnatore e l'imbianchino. Le dure esperienze della vita a Vienna influirono indelebilmente sulla sua formazione mentale inoculandogli i sentimenti che per tutta la vita costituiranno punti fermi della sua azione politica: la coscienza nazionale pante-desca, un antisemitismo senza restrizioni e una profonda avversione per la religione cattolica. Nella primavera del 1912 H. si trasferì a Monaco di Baviera ed allo scoppio della guerra, nel 1914, si arruolò nell'esercito bavarese. Ferito nella battaglia della Somme nel 1916, si trovò al momento dell'armistizio nell'ospedale di Pasewalk (Pomerania), ricoverato per una grave infermità agli occhi, dovuta ai gas adoperati dagli Inglesi nella battaglia d'Ypres. La guerra perduta dalla Germania non fu per H., come per la maggioranza dei Tedeschi, perduta dall'esercito, ma conseguenza del tradimento interno. Di questo tradimento verso il popolo affamato, ridotto agli estremi, senza più possibilità offensive dopo il fallimento della guerra sottomarina, H. rese responsabile il marxismo ed i giudei.

La leggenda della pugnalata nella schiena trovò in H. uno dei più fanatici e convinti assertori. Come egli stesso scrisse nel Mein Kampf, in quel momento decise di dedicarsi alla politica per ricostituire una Germania forte, liberata delle catene del Trattato di Versailles e dei «traditori del nov. 1918». Entrato nel sett. 1919 nel Partito tedesco dei lavoratori (Deutsche Arbeiterpartei), che l'anno successivo cambiò il nome in quello di «Partito nazionalsocialista tedesco dei lavoratori» (Nationalsozialistische Deutsche Arbeiterpartei), H. ne divenne il capo con pieni poteri nel luglio 1921. L'occupazione della Ruhr e l'inflazione diedero nuova esca alla propaganda di H. contro il governo rinunciatario di Berlino e a Monaco gli fecero concepire l'idea di un colpo di Stato, la cui riuscita avrebbe dovuto esautorare il governo centrale del Reich e condurlo al potere. La marcia sulla Feldherrnhalle (9 nov. 1923) però fallì e H. fu processato e condannato a cinque anni di fortezza da scontarsi a Landsberg. Vi rimase fino al 20 dic. 1924, quando fu graziato: durante la sua detenzione scrisse la prima parte di Mein Kampf, pubblicata il 18 luglio 1925 (la seconda parte uscì nel 1927). Ricostituito il partito, H. passò di successo in successo e divenne il 30 genn. 1933 Cancelliere del Reich. Forte della perplessità dei partiti borghesi, H. riuscì ad ottenere i pieni poteri con la promessa di garantire le libertà costituzionali; ma invece di tener fede alla parola data cominciò a sciogliere tutti i partiti e le organizzazioni sindacali ed accentrò ogni attività politica nell'unico partito nazionalsocialista. Procedette inoltre al riarmo della Reichswehr; attuò nel 1938 l'annessione dell'Austria, occupò l'anno successivo la Cecoslovacchia ed avase la Polonia, scatenando la seconda guerra mondiale, che aveva creduto di poter evitare con il Trattato di non aggressione concluso con l'U.R.S.S. il 23 ag. 1939. Contemporaneamente all'interno proseguì la lotta senza quartiere contro qualsiasi opposizione politica; decretò le più feroci persecuzioni contro gli ebrei; non risparmiò né la Chiesa cattolica né le altre confessioni, e tentò inutilmente di sostituirvi un neopagnesimo razzista, fondato sul mito del sangue ariano. Il Concordato del Reich, che H. aveva concluso il 20 luglio 1933 con la S. Sede al solo fine di acquistare dinanzi al mondo prestigio politico, rimase lettera morta, né il governo di Berlino faceva mistero di considerarlo quale uno chiffon de papier, con il moltiplicare le offese alla religione cattolica e con il sostenere la corrente neopagana. Pio XI intervenne pertanto il 14 marzo 1937 con l'encicl. Mit brennender Sorge, la cui lettura e pubblicazione fu proibita in Germania. La guerra peggiorò ulteriormente le relazioni della S. Sede con il terzo Reich, le cui autorità, con la scusa delle condizioni belliche, confiscarono e soppressero i beni ecclesiastici ed impedirono in ogni modo il libero svolgimento della vita spirituale cattolica. La campagna di

Russia, iniziata nel giugno 1941, e la sconfitta di el-Alamein in Libia (ott. 1942) segnarono il principio della fine e H., quando ormai l'esercito russo si trovava nel cuore di Berlino, secondo la ricostruzione degli ultimi giorni del Führer fatta da una apposita commissione inglese, si uccise per non cader vivo nelle mani dei nemici.

BIBL. Sul programma e sulle idee politiche di H., con indicazioni autobiografiche, si veda il Mein Kampf, I, Monaco 1925; II, ivi 1927. Utilissima, con abbondante bibl., una scelta sistematica dei discorsi di H. in traduzione inglese, curata dal Royal Institute of International Affairs, The speeches of A. H., apr. 1922-avg. 1939, ed. N. H. Baynes, 2 voll., Londra 1942. Tra le biografie di H., ricca di dati generalmente sconosciuti, ma di intonazione antihitleriana, è quella di K. Heiden, A. H., 2 voll., Zurigo 1936-37 (trad. it., Roma 1947). Sulla politica estera di H. cf. E. Kordt, Wahn und Wirklichkeit, Stoccarda 1948. Sull'opposizione contro H. : H. Fraenkel, The german people versus H., Londra 1940; R. Pechel, Deutscher Widerstand, Erlenbach-Zurigo 1947; A. W. Dulles, Germany's underground, Nuova York 1947; M. Mourin, Les complots contre H. (1938-45), Parigi 1948; H. Rothfels, The German opposition to H., Hinsdale 1948. Su H. e la Chiesa cattolica: N. Micklem, National Socialism and the Roman Catholic Church, Londra 1939; Mit brennender Sorge. Das päpstliche Rundschreiben gegen den Nationalsozialismus und seine Folgen in Deutschland, ed. S. Hirt, Friburgo in Br. 1946; J. Neuhäusler, Kreuz und Hakenkreuz. Der Kampf des Nationalsozialismus gegen die katholische Kirche und der kirchliche Widerstand, 2° ed., Monaco 1946; M. Maccarone, Il nazionalsocialismo e la S. Sede, Roma 1947. Sugli ultimi giorni di H. cf. H. R. Trevor-Roper, The last days of H., Londra 1947 (trad. it., Milano 1947).

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“HITLER, ADOLF.” Enciclopedia Cattolica, vol. VI (1951), p. 845. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/hitler-adolf.